Veneto

Scafista ricercato, Zaia: “Leggi troppo garantiste”

“La vicenda dello scafista Nwuka conferma che in Italia non esistono leggi in grado di assicurare alla giustizia un individuo che pur si macchia dei reati più osceni come il traffico di esseri umani, il furto, le lesioni a pubblico ufficiale, il possesso di droga. Un soggetto aggressivo, più volte destinatario di provvedimenti limitativi della libertà personale, in attesa dell’ennesimo giudizio in Appello, indesiderato a Vicenza ma purtuttavia libero di girare, aggredire gli agenti e rendersi irreperibile all’ennesimo giudizio. Se questa è la gestione della criminalità da parte del nostro governo, stiamo freschi: a essere tutelato è soltanto chi delinque”.

E’ con queste parole che il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, interviene in merito al caso di Hilary Nwuka, scafista killer “forte” di numerose condanne ma che al momento non è rintracciabile da parte della Questura di Vicenza. Nwuka, scafista nel 2011 di un barcone carico di 233 persone, finora circolava a Vicenza con un permesso umanitario scaduto; nel frattempo si è macchiato dei più odiosi reati, ha subito decine di denunce, diversi procedimenti giudiziari, ma è comunque libero. Al momento nessuno sa dove si trovi, protetto da una rete di immigrati che gli hanno sempre garantito una copertura.

“Il personaggio – conclude Zaia -, le cui vere generalità sono ancora sconosciute, oltre ad aver fornito ben tre alias, è violento ed aggressivo, capace di qualunque nefandezza nei confronti di connazionali e forze dell’ordine. E’ assurdo che, nonostante il cursus honorum raccapricciante, sia ancora libero. La sua garanzia, spiace dirlo, sono le leggi italiane troppo garantiste nei confronti dei delinquenti, mentre le forze dell’ordine e i magistrati che si trovano ad applicarle ne sono le prime e vere vittime”.

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