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Gioco d’azzardo, il Tar dà ragione ai sindaci

Importante sentenza del Tar del Veneto che nei giorni scorsi ha respinto il ricorso di una società che si era definita danneggiata dalle scelte fatte negli ultimi mesi da varie amministrazioni comunali vicentine in tema di contrasto al gioco d’azzardo. Il Tribunale amministrativo regionale è sancito un concetto di fondo sacrosanto e che è destinato a creare un precedente: il fatto cioè che l’interesse economico di un’azienda viene venga dopo quello sociale. Nel nostreo Paese purtroppo, questo non è sempre scontato, anche se dovrebbe esserlo…

Valter Orsi
Valter Orsi

Il Tar, in buona sostanza, ha confermato il contenuto dell’ordinanze che limitano l’orario delle sale giochi e combattono il gioco d’azzardo patologico. Si trattava di una ordinanza frutto di un accordo congiunto tra i comuni di Vicenza, Schio, Bassano del Grappa, Lonigo e Thiene, nella quale si limitava l’orario delle sale giochi e di funzionamento delle slot machine. Si stabiliva che l’attività fosse limitata a fasce orarie comprese tra le 10 e le 13 e le 17.00 e le 22, di tutti i giorni. Le sanzioni prevedevano esborsi dai 25 ai 500 euro per i trasgressori, e si poteva arrivare fino a sette giorni di sospensione dell’attività. In quell’occasione i sindaci avevano sottoscritto anche una lettera al presidente del consiglio Matteo Renzi, chiedendo di tener conto, per le prossime norme di regolamentazione di questa delicata materia, delle posizioni assunte nel frattempo dai comuni per contrastare la ludopata. I dati sociosanitari diffusi dalle Ulss sono infatti sempre più allarmanti.

Contro l’ordinanza sono stati promossi due ricorsi al Tar del Veneto: il primo dalla società Meeting snc, ed il secondo dalla Adria Gaming Vicenza Srl. Entrambi i ricorsi hanno evidenziato il grave danno economico derivante dalla limitazione degli orari di apertura. Occorre precisare, peraltro, che il provvedimento sindacale lascia inalterati gli orari degli esercizi pubblici connessi alle sale giochi. Ed ecco che nei giorni scorsi il Tar si è pronunciato con una sentenza relativa al ricorso della Meeting Snc, che è stato respinto, considerando “recessivo l’interesse, meramente economico, della società ricorrente, rispetto ai benefici derivanti dalla riduzione della patologia del gioco d’azzardo patologico che comporta sia oneri pubblici che economici a carico di tutta la collettività”.

“Si tratta di un primo passo importante – ha commentato il sindaco di Schio, Valter Orsi, – che non soltanto crea un precedente e rafforza il fronte comune dei sindaci che hanno intrapreso questa iniziativa, ma che soprattutto con l’esercizio del buonsenso, antepone agli aspetti economici la salute e il benessere dei cittadini, che è anche il primo obiettivo che un sindaco deve sempre aver presente”.

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