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Asiago, la danza in ricordo della Grande Guerra

Va in scena la danza, in ricordo della Grande Guerra, sabato 25 luglio, alle 19 al Sacrario di Asiago. Lo spettacolo, dal titolo “In memoriam – after the end” è la nuova creazione del coreografo Sharon Fridman per il centenario del primo conflitto mondiale, proprio nei luoghi che lo ricordano, e che si inserisce nella sezione del Festival Opera Estate Veneto legata alla Grande Guerra. Si tratta di un evento che coinvolge, oltre ad alcuni danzatori della compagnia di Fridman, anche cento danzatori del territorio, e circa trecento coristi provenienti da cori alpini o popolari della regione.

La linea guida è dunque quella dell’integrazione tra i due linguaggi del canto e della danza contemporanea, per ricreare un grande affresco la cui scenografia sia quella naturale delle architetture silenziose che sono state testimoni degli eventi bellici.

“In memoriam – after the end”, è un inno alla vita, “alla potenza della nascita – spiega una nota di Opera Estate -, è un’invocazione alla forza che dalla terra emerge per mantenere in vita piante, alberi, esseri viventi. Questa creazione, nata nel pezzo Rizoma della Compañia Sharon Fridman, parla di perseveranza e forza. La perseveranza e la forza delle donne che hanno visto i loro uomini partire dai paesini verso le guerre, che hanno sperimentato lo spaesamento nato dall’abbandono dei loro uomini, ma che sono riuscite a trasformare l’attesa in coraggio, mantenendo la loro danza quotidiana venata di quell’impazienza che è legata all’attesa di un ritorno, un ritorno in molti casi triste e fatale”.

“Queste donne hanno mantenuto produttivi i paesi, hanno guidato e portato avanti la vita quotidiana con i loro gesti e le loro parole, grazie a un’energia primigenia, una natura fortemente legata alla terra. 
Fridman mette a disposizione dell’evento la sua ricerca basata sul perenne contatto, sul creare dialogo con l’altro, secondo il suo modo di lavorare che è sempre stato così, in connessione con un’altra anima, un’altra persona e un altro corpo, per costruire e raccontare una nuova storia attraverso la relazione che nasce durante la creazione“.

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