Arte, Cultura e Spettacoli

Campiello, premio alla carriera a Sebastiano Vassalli

Lutto nel mondo della cultura italiana, per la scomparsa quest’oggi di Sebastiano Vassalli, autore di assoluto rilievo nella narrativa contemporanea e vincitore di premi letterari di grande importanza, come il Premio Strega ed il Premio Selezione Campiello, entrambi nel 1990 ed entrambi per il suo romanzo più celebre, La chimera, uscito nello stesso anno. Ed a proposito del Campiello, da segnalare che a Vassalli era stato assegnato quest’anno anche il Premio Fondazione Il Campiello, riconoscimento alla carriera conferito ogni anno ad una personalità della cultura letteraria contemporanea. Vassalli avrebbe dovuto ritirare il premio 12 settembre, in occasione della finale del Premio Campiello alla Fenice di Venezia. Il riconoscimento verrà ritirato per interposta persona e durante la serata sarà dedicato un momento di ricordo alla figura dello scrittore scomparso oggi.

Naturalmente, sia la Fondazione che il Comitato di gestione del Premio Campiello, esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Vassalli. “E’ stato uno degli autori più originali e profondi – lo ricorda Roberto Zuccato, presidente della Fondazione Il Campiello -, tra i più tradotti all’estero, che ha contribuito a scrivere la storia della letteratura italiana degli ultimi decenni. Che Sebastiano Vassalli abbia di recente accettato il nostro riconoscimento alla carriera rappresenta per la Fondazione Il Campiello uno dei motivi di più grande orgoglio”. Va ricordato infatti che Vassalli, come molti altri grandi autori prima di lui, dopo i riconoscimenti del ’90 non ha più voluto partecipare a premi letterari, accettando solo qualche riconoscimento alla carriera.

Anche Piero Luxardo, presidente del Comitato di gestione del Campiello esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Sebastiano Vassalli, ricordando che le sue opere “per il loro spessore letterario e per il significato storico, etico e pedagogico, rimarranno un punto di riferimento imprescindibile nella storia della narrativa italiana”. Come dicevamo, la sua opera più famosa è La chimera, un romanzo storico ambientato nel seicento, a Zardino, piccolo borgo tra le nebbie e le risaie a sud del Monte Rosa.

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