Economia

Autotrasporto, ridotte le agevolazioni fiscali

“Da ieri, con la riduzione delle agevolazioni fiscali approvata dal governo, i trasportatori sono costretti ad un maggiore aggravio di tasse, che oscillerà tra 8.100 e 13.600 euro circa. L’ennesima mazzata da parte di Renzi a un settore già in crisi, che peraltro paga carburanti, autostrade e assicurazioni più di ogni altro paese dell’area euro”. A dirlo, sulla base di uno studio di Cgia di Mestre, è il capogruppo leghista in Consiglio regionale Nicola Finco, che, dati alla mano, spiega la nuova mazzata per il settore.

“Il governo ha ridotto le deduzioni forfetarie delle spese non documentate. Di fatto, se un autotrasportatore opera all’interno della regione di residenza e in quelle confinanti, il risparmio fiscale scende dai 56 euro previsti nel 2014 ai 18 di quest’anno. Se, invece, l’azienda trasporta le merci fuori dalle regioni confinanti, il beneficio fiscale scende da 92 euro previsti l’anno scorso a 30 euro. Infine, per i piccoli padroncini che lavorano all’interno dell’area comunale di residenza, la deduzione passa dai 19,6 ai 6,3 euro”.

“Renzi, ancora una volta – conclude Finco -, agisce in modo da penalizzare chi lavora, considerando alcuni fattori che già vincolano il settore dei trasporti: il costo di esercizio più caro d’Europa (1,60 euro a km), le spese folli per le assicurazioni, i costi della benzina e delle autostrade. Questo è tanto più evidente in Veneto e Friuli, Regioni con confine, gravate dalla concorrenza con i padroncini dell’Est: i nostri trasportatori, pur di lavorare, son costretti a farlo in perdita, anche per la liberalizzazione del mercato italiano ai vettori provenienti dai paesi balcanici. Il governo, oltre alle parole, alle barzellette e ai tweet di Renzi, dimostra di operare soltanto per penalizzare chi lavora”.

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