Arte, Cultura e Spettacoli

Vicenza sogna con “Romeo y Julieta Tango”

Venerdì 5 giugno al Teatro Comunale si è risvegliato il popolo tanguero di Vicenza, signore distinte e ragazze sorridenti accompagnate da gentili cavalieri sono accorse in massa per assistere al dramma senza tempo di Romeo e Giulietta. Con la smania di provare a loro volta, gli “argentini”, ovvero i praticanti ballerini, hanno atteso la fine dello spettacolo con trepidazione, mentre i piedi ascoltavano e battevano il tempo dettato dalla Tango Spleen Orquesta, per poter finalmente ballare la milonga nel foyer del teatro.

A suscitare ammirazione nel popolo della notte e a scatenare un’istintiva voglia di passione, è stato lo spettacolo “Romeo y Julieta Tango” messo in scena dalla compagnia vicentina Naturalis Labor. Dodici ballerini contrapposti, le donne a simboleggiare i Capuleti e gli uomini i Montecchi, si sono fronteggiati in passi a due vibranti di tensione irrisolta. Nello scenario vuoto e desolato offerto da un’ipotetica Verona risalta il portone di casa della famiglia di Giulietta, una struttura movibile fatta di pertugi e rientranze, da cui la protagonista, a piedi scalzi, si avventura con titubanza nel mondo. All’inizio il dramma viene già accennato, Giulietta cade inerme tra le braccia del suo Romeo, spostata sul palco come una bambola senza vita.

La musica che comprende composizioni di Piazzolla, Speranza, Calo, Mores, Quartango, Rachel’s, Sollima, Purcell e Westhoff, è stata eseguita dal vivo dal Tango Spleen Cuarteto formato da Mariano Speranza al pianoforte e alla direzione, da Francesco Bruno al bandoneon, da Andrea Marras al violino e da Gian Luca Ravaglia al contrabbasso. La piccola orquesta appariva e scompariva dalla scena con un gioco di luci, una presenza visibile a intermittenza ma sempre costante. Nelle strade di Verona gli scontri sono all’ordine del giorno, ma più che Verona è Buenos Aires con i suoi barrios malfamati, l’odore di sudore e violenza a suggerire la cornice ideale al fronteggiarsi passionale dei due schieramenti.

Romeo e Giulietta sembrano uscire da questo schema, il loro è un amore delicato che rifugge nella danza contemporanea, alternando movimenti dolci e tristi a sguardi languidi. Si conoscono a una festa e da lì non si separano più, i tentativi della compagnia di dividerli sono inutili perché nella morte la loro unione sarà più forte che mai. Tebaldo uccide Mercuzio a suon di tango e Romeo uccide Tebaldo, in un vortice di gambe e strette, fino a quando, alla fine, donne vestite di rosso, escono in un’atmosfera quasi spettrale: violenza porta solo violenza, Giulietta si abbandona per sempre tra le braccia del suo Romeo, per l’ultimo, intenso abbraccio.

Camilla Bottin

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button