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Vicenza ha ricordato Rumor e incontrato Mattarella

Una visita breve ma intensa quella che ha fatto a Vicenza, questa mattina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ne diamo un piccolo resoconto fotografico nella galleria di immagini sopra. Misure di sicurezza imponenti ma discrete e qualche modifica alla normale vita cittadina hanno fatto da necessaria cornice all’evento. Tutto però è avvenuto con discrezione, senza riflessi particolari insomma sulla vita della città. L’occasione è stata data dalla celebrazione del centenario della nascita di Mariano Rumor, vicentino, uomo di stato di primo piano in Italia soprattutto tra gli anni ’60 e ’70, quando fu più volte presidente del Consiglio. Allora c’era la Democrazia Cristiana a reggere le sorti del paese, e Rumor era uno dei suoi uomini più in vista.

E la visita a Vicenza del capo dello Stato, accolto dal sindaco Achille Variati, dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dal prefetto Eugenio Soldà, è cominciata proprio dal luogo dove si ricordava oggi la figura di Rumor, ovvero il Teatro Olimpico. Arrivato verso le 11, Mattarella ha preso posto tra il folto pubblico, sulle gradinate del capolavoro palladiano, ed ha ascoltato con interesse i relatori che si sono succeduti. Il sindaco di Vicenza, è stato il primo, a dare il benvenuto al capo dello Stato ed anche a parlare di Rumor, sottolineandone lo spessore, senza nascondere il rimpianto per chi, come lui “si era sempre conquistato il ruolo di parlamentare con i voti dei cittadini e non certro facendosi proteggere da liste bloccate di partito”.

Ricordiamo che Rumor è morto nel 1990 “risparmiandosi – ha detto Variati – il dolore di assistere al crollo della Democrazia Cristiana che sarebbe avvenuto poco dopo. A venticinque anni dalla sua morte la geografia politica italiana è molto cambiata, ma rimane la necessità di considerare la politica come un servizio reso ai cittadini e alla nazione, per combattere le diseguaglianze”.

La figura di Rumor è stata poi ricordata più nel profondo con gli interventi di Marino Breganze, presidente dell’Accademia Olimpica, di Lorenzo Pellizzari, presidente della Fondazione Mariano Rumor, e dello storico Francesco Malgeri. Terminata la cerimonia all’Olimpico per il presidente della Repubblica, che era accompagnato dalla figlia Laura, è stato bagno di folla. Anche il meteo ha dato una mano, visto che c’è stato un bel sole fino al termine della mattinata vicentina di Mattarella. Le nubi e la pioggia sono arrivate subito dopo.

Meteo a parte, il capo dello Stato, pur dovendo rispettare una tabella di marcia dai tempi strettissimi, si è concesso, sempre accompagnato dal sindaco, dal prefetto e dal presidente della Regione, delle brevi visite al tempio di Santa Corona, dove è stato accolto dal vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, al Palladium Museum, alle logge e alla terrazza della Basilica Palladiana, per finire poi con una visita privata alla Libreria Galla.

Annotazione finale: Mattarella ha trasmesso un sentimento di vicinanza alla gente, sempre sorridente non si è mai sottratto quando era possibile, al contatto persino fisico con i cittadini. Simpatia reciproca insomma. E disponibilità anche, tanto che a un certo punto una donna gli si è un po’ avvicinata dicendogli ad alta voce “Presidente, una lettera per lei!” Il capo dello Stato, con un sorriso, si è a sua volta fatto più vicino alla signora, ha preso la lettera e rapidamente e discretamente l’ha messa in tasca. Cosa ci sarà scritto in quella lettera?

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