Vicenza, gioielliere truffato per 500 mila euro

Una truffa da 500 mila euro quella messa in atto, ai danni di un’azienda di pietre preziose di Vicenza, da un sedicente intermediario di Napoli interessato all’acquisto di diamanti. Tutto era stato studiato nei minimi dettagli, così da non destare sospetti e rischiare che l’affare saltasse all’ultimo minuto. La vicenda era iniziata quando il gioielliere vicentino fu contattato da questo intermediario, napoletano, che diceva di conoscere da tanti anni una persona disposta a fare un investimento.

Si trattava di un persona fidata, che da molto tempo operava nel settore dei preziosi, e che adesso voleva concludere un affare da circa mezzo milione di euro per l’acquisto di diamanti. Dopo la trattativa si raggiunge l’accordo e lo scorso fine settimana avviene l’incontro, a Vicenza, tra la ditta veneta e un emissario napoletano che si presenta per conto dell’acquirente, mostrando documenti e carte che sembravano in regola.

Il pagamento doveva essere effettuato con tre assegni e, per verificarne la copertura, erano state chiamate le rispettive banche, che si erano sentite tra di loro, e tutto sembrava quindi destinato a procedere per il meglio. Da aggiungere inoltre che le parti avevano in trattativa anche un altro affare da un milione e mezzo di euro, che poi non è più andato in porto. La brutta sorpresa non tarda però ad arrivare per l’azienda vicentina, che scopre ben presto che gli assegni non sono coperti.

Cosa è successo quindi? Il direttore della banca napoletana giura di non aver mai ricevuto telefonate da banche di Vicenza per verificare la copertura di quegli assegni, mentre di certo c’è solo il fatto che la truffa è riuscita fin troppo bene. Il gioielliere, su tutte le furie, si è rivolto alla Polizia di Stato per sporgere denuncia. Sarà la Squadra mobile a dover capire cosa sia successo nella comunicazione tra le due banche, se davvero c’è stata la telefonata e chi c’era dall’altra parte del filo.

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