Tav, perché Vicenza non sceglie il tracciato a sud?

A parte la nostra amministrazione chiusa in un silenzio tombale sulla questione del passaggio da Vicenza della linea ad Alta Velocità Alta Capacità ferroviaria, e nonostante le promesse del sindaco di indire delle riunioni informative sullo studio di fattibilità, i cittadini cominciano a dimostrare interesse crescente verso il problema. Sta nascendo la consapevolezza che non è un “giochino” quello che a Palazzo hanno cercato di spalmare in fretta e furia sulla popolazione. O forse è un “giochino” che impegnerà città e cittadini per gli anni futuri in materia di disagi alla circolazione, incremento delle polveri sottili, incremento del rumore ed incremento di esborsi sotto forma di tasse e balzelli vari. Chi scrive non è contrario alla Tav o Tac, ma la vorrebbe realizzata, se effettivamente serve, in maniera intelligente, rispettosa della città e soprattutto del cittadino.

In maniera intelligente: ovvero effettuando un serio calcolo dei costi e dei benefici, sia in termini di tempo, di denaro che di impatto sul territorio. Rispettosa della città: ricordiamoci che viviamo in una città che è Patrimonio dell’Unesco, un titolo che tutti ci invidiano e che richiede il rispetto di certi canoni. Tagliare la città a metà, con una ferrovia raddoppiata e con barriere alte 4-6 metri su entrambi i lati della ferrovia da San Lazzaro a Settecà, sarebbe uno sfregio non di poco conto, altro che ricucitura del territorio. Rispettosa del cittadino che vive la propria splendida città giornalmente: lo studio prevede il raddoppio anche da zona stadio verso Padova. Ma le case (chiamate interferenze dai tecnici) dove le mettiamo? Come la mettiamo con gli abbattimenti di oltre 80 tra case, condomini e capannoni?

Vorrei far notare che un pezzo di terreno, a chi viene abbattuta la propria dimora, lo dobbiamo pur dare. O sta passando l’ipotesi, udita non molto tempo fa e che mi ha fatto sorridere amaramente, secondo la quale gli espropriati li possiamo sistemare nelle case sfitte? Oltre il danno, la beffa! Ma perché prima di ipotizzare soluzioni non si cerca un soluzione che sia la meno impattante possibile sotto tutti i punti di vista? Perché non c’è la volontà di contenere i costi, i danni e l’offesa ai cittadini?

L’eventuale adozione del tracciato individuato a suo tempo da Reti ferroviarie italiane é tuttora presente nel sito di Rfi, con data di aggiornamento gennaio 2015, e permetterebbe di mantenere un tracciato ad alta velocità sul modello italiano da Torino a Brescia, la cara vecchia stazione, usufruire delle fermate Tav a Vicenza attraverso il tracciato storico ed allo stesso tempo di sfruttare questo tracciato storico per lo sviluppo, senza necessità di interventi drastici sulla città, di un efficiente ed efficace tracciato metropolitano. Valutiamo altre soluzioni per il bene della comunità e non solo per il proprio orgoglio ed interesse.

Alessandro Fracasso

Un commento

  1. Perché non indicono consultazione popolare?? Amministrazione comunale che non verrà più confermata.

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