Stangata su Arcugnano, 180 mila euro di tagli dal governo

Brutta sorpresa di tipo finanziario per il Comune di Arcugnano, a bilancio già definito. Da Roma è arrivata infatti la notizia che il governo ha tagliato al comune arcugnanese ben 180 mila euro di trasferimenti. Una scoperta questa che dovrà portare l’amministrazione a prendere delle decisioni difficili. “La situazione è molto più complicata di quello che sembra – ha spiegato il sindaco di Arcugnano, Paolo Pellizzari, – una notizia drammatica di per sé, che lo diventa ancor più dato il periodo in cui è venuta alla luce. A metà esercizio finanziario, i provvedimenti statali ci costringerebbero a tagliare questi 180mila euro dalla parte corrente, quella, cioè, che riguarda più da vicino i nostri cittadini, come erogazione di servizi sociali, trasporto scolastico, etc”.

“Noi, però – continua Pellizzari – non abbiamo questa possibilità. Siamo a metà anno: le convezioni per il sociale sono già fissate, cinque mesi di trasporto scolastico sono già stati effettuati, i contratti stipulati scadranno nel 2017. A malincuore, ci ritroviamo obbligati ad aumentare le tasse”. Una stangata insomma, arrivata nel momento più inaspettato. Con la legge finanziaria approvata a fine dicembre, infatti, non vi era stata alcuna indicazione specifica. Solo nelle ultime settimane, ogni singolo comune ha potuto prendere atto dei conteggi dei tagli previsti.

“Un fulmine a ciel sereno – ha aggiunto il sindaco -, che ha colpito Arcugnano e i suoi cittadini. Il governo Renzi sta giocando a poker con tutti i comuni italiani. Un simile annuncio, a bilancio fatto, è gravissimo. Quando si dice che i comuni alzano le tasse, la colpa non è dei sindaci, ma di Roma, che ci costringe a manovre scomode ed indesiderate, non potendo noi tagliare i contratti già in essere. Voglio che i miei cittadini sappiano cosa sta veramente succedendo”.

Pellizzari, infine, lancia un ultimo appello, diretto al premier Matteo Renzi. “Perché – gli chiede – continuare a gravare sulle spalle delle amministrazioni comunali con provvedimenti come questo? O, per esempio, nel caso specifico di Arcugnano, imponendo l’Imu su terreni agricoli, che rappresentano solo costi? Basterebbe tagliare tutti gli sprechi di cui spesso si sente parlare, tagliare quei costi che ormai non sono più sostenibili. Si dia un un chiaro segnale abbassando i costi della politica, nel rispetto di chi, ogni giorno, combatte e soffre spiegando ai propri cittadini perché si troveranno a pagare più tasse”.

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