Gevorg Dabaghyan
Gevorg Dabaghyan

Serata dedicata all’Armenia al Teatro Olimpico

Sarà dedicata all’Armenia la serata di chiusura dei concerti 
delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, una serata che avrà anche un ospite d’eccezione in Gevorg Dabaghyan, uno dei massimi specialisti viventi di duduk, un antichissimo strumento che è stato eletto come simbolo della nazione armena. Titolo della serata sarà “Armenia. tradizioni di un popolo fra sacro, popolare e contemporaneo”, e vi sarà proposto un viaggio attraverso i secoli, fra ritmi e suggestioni del ricchissimo repertorio musicale di un popolo che da millenni è crocevia di culture fra Oriente e Occidente.

Sonig Tchakerian
Sonig Tchakerian

E’ stata la violinista di origini armene Sonig Tchakerian, responsabile del progetto Musica da camera del festival, a scegliere di celebrare la terra dei suoi avi, invitando a suonare assieme a lei e alla pianista vicentina Stefania Redaelli il Trio Dabaghian, formato da alcuni fra i più importanti musicisti armeni viventi. Con loro anche il gruppo di danze popolari Dialogos. Del resto si consideri che proprio quest’anno ricorre la fatidica data del centenario di quel genocidio (parola che la Turchia rigetta, lo sappiamo, ma tant’è) perpetrato sul popolo armeno dall’allora Impero Ottomano.

Per quanto riguarda invece Gevorg Dabaghyan, è considerato uno dei massimi specialisti viventi di duduk, il più diffuso fra gli strumenti a fiato del patrimonio tradizionale armeno ed è questa la prima volta che sale sul palco del Teatro Olimpico. Con il suonatore di duduk Narek Mnatsakanyan e con Kamo Khachatryan al dhol (antico strumento a percussione a forma di tamburo) eseguirà canti religiosi e profani della tradizione del suo paese, compresi alcuni pezzi di compositori contemporanei.

Il programma, vasto e che copre oltre dieci secoli di musica, si apre con la sonata per violino e pianoforte del compositore di origini armene Aram Khachaturian (1903-1978), prosegue con un canto popolare per voce solista e pianoforte di Komitas (1869-1935), considerato il padre della moderna musica armena e con tre brani eseguiti di Sayat-Nova (1717-95), uno dei più grandi cantori d’amore della letteratura armena. Seguono odi sacre, danze nuziali, improvvisazioni, canti bucolici e, a chiudere la serata, danze dai ritmi e dalle melodie elaborate delle zone transcaucasiche.

Il concerto è realizzato in collaborazione con il Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena di Venezia e patrocinato dall’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia. La serata vedrà, inoltre, la presenza straordinaria dell’ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, Sargis Ghazaryan, che per l’occasione ha dichiarato: ”Nell’anno della commemorazione del Centenario del Genocidio armeno, la musica è lo strumento universale, il linguaggio onnicomprensivo, che meglio descrive la rinascita, la coesione e la resilienza del popolo armeno e della sua millenaria civiltà, ieri come oggi baluardo dei valori europei. L’imperativo per noi, i discendenti dei sopravvissuti, e per tutte le persone di buona volontà, è di adoperarci fattivamente per la prevenzione dei genocidi. E questo concerto va in quella direzione: è anche e soprattutto un messaggio di solidarietà alle comunità cristiane e alle minoranze del Medio Oriente, soggette alla barbarie dell’Isis”.

I biglietti possono essere acquistati online sul sito www.tcvi.it, chiamando il numero 0444-222801, via mail all’indirizzo info@settimaneolimpico.it, oppure presso il botteghino del Teatro Olimpico e presso gli sportelli Banca Popolare di Vicenza. Per informazioni sui biglietti: 0444-302425, info@settimaneolimpico.it.

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