Arte, Cultura e Spettacoli

Santorso saluta il Festival Alto Vicentino

Ha chiuso i battenti nelle sere scorse la nona edizione della Mostra internazionale del film corto, organizzata in villa Rossi, a Santorso, dal Festival alto vicentino (Fav) in collaborazione con il comune. Nei sei giorni della manifestazione, da martedì 16 a domenica 21 giugno, il folto pubblico presente ha potuto vedere oltre cento cortometraggi, ma è stato anche un protagonista attivo dell’evento. La novità di quest’anno, infatti, come spiega Manuel Uberti, presidente dell’associazione Festival alto vicentino, “è stata l’introduzione del premio del pubblico. Venerdì sera gli spettatori hanno votato il loro filmato preferito e sono stati invitati a tornare sabato per conoscere il vincitore. E visto l’entusiasmo con cui è stata accolta l’iniziativa, crediamo si tratti di un’idea da riproporre nelle prossime edizioni”.

In generale, il bilancio di questo International short film festival è stato positivo. E la platea ha apprezzato anche una pellicola di genere come Bunny the Killer Thing, di Joonas Makkonen. Gli oltre 150 spettatori che hanno assistito alla proiezione di questo horror, che si discosta dal genere portante della commedia, testimoniano la curiosità degli spettatori e la loro volontà di mettersi in gioco. Ed è proprio la volontà di mettersi in gioco che caratterizza la visione di corti in lingua originale, sottotitolati, come quelli proiettati a Santorso. Una condizione non abituale, che all’inizio può risultare faticosa, ma che permette di contestualizzare culturalmente un’opera e di cogliere tutti gli aspetti che, a volte, il doppiaggio annulla.

Anche l’appuntamento con Giorgio Cremasco è stato molto apprezzato, soprattutto per la capacità del regista di trasmettere la passione che l’ha portato ad impegnarsi nel progetto cinematografico In viaggio con Piter. Ma il tutto esaurito si è registrato sabato, con la presentazione dei vincitori. Il premio Avis è andato a Mahi va man, dell’iraniano Baback Habibifar. Il pubblico, in veste di giuria, ha assegnato la statuetta, pari merito, a Help point di Andrew Mergetson e Papa dans maman di Fabrice Bracq. Matteo Pianezzi, interprete di Piume, ha sbaragliato la concorrenza come miglior interprete. Il riconoscimento per il miglior montaggio è stato conferito a Golden, di Kai Stanicke. Acabo de tener un sueño di Javier Navarro è stato ritenuto il corto caratterizzato della migliore sceneggiatura. My father’s truck di Mauricio Osaki ha ricevuto due premi, miglior regia e miglior fotografia. Ma ad aggiudicarsi questa edizione del Fav, grazie all’originalità della storia, alla convincente scansione narrativa e alla divertente caratterizzazione del protagonista, vittima del suo starnuto esplosivo, è stato Lothar, corto svizzero di Luca Zuberbhüler.

Dopo le premiazioni, Photosement, la particolare performance di Damiano Fina, ha fatto da preludio alla Notte bianca del corto, che si è conclusa alle cinque di domenica mattina. Nella stessa giornata, dalle 15 in poi, in chiusura della manifestazione, sono stati riproposti i film vincitori, accompagnati da una selezione dei migliori lavori delle passate edizioni.

Ilaria Martini

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