Veneto

Nuovo affondo di Zaia al governo sull’immigrazione

“Il Veneto non riconosce l’accordo del 10 luglio 2014 per l’accoglienza di immigrati nelle Regioni, non l’ha mai votato ed il no è a verbale della Conferenza dei presidenti delle Regioni. L’ho ribadito oggi ufficialmente e nessuno ha fiatato. Mi auguro la si smetta di speculare su quella vecchia situazione. Il no del Veneto ci fu allora, c’è adesso, sarà formalizzato nel vertice di mercoledì pomeriggio a Roma, dove andrò di persona e dove denuncerò l’accordo e chiederò una nuova convocazione dei tavoli, visto che, tra l’altro, quell’intesa non ha nemmeno la copertura finanziaria”.

Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, intervenendo oggi in Prefettura, a Venezia, al vertice da lui chiesto qualche giorno fa e convocato dal prefetto Domenico Cuttaia, per tentare di fare chiarezza e ottenere informazioni precise “sulla disordinata ondata di arrivi che sta interessando il Veneto”. Erano presenti tra gli altri, il capo del Dipartimento per l’immigrazione del Ministero dell’Interno, Mario Morcone, prefetti e questori del Veneto, i sindaci di Belluno, Jacopo Massaro, di Padova, Massimo Bitonci, di Treviso, Giovanni Manildo e di Verona, Flavio Tosi.

“Quanti sono davvero gli immigrati? Non lo sanno – ha aggiunto Zaia -. Cosa si sa dei 170 mila arrivati nel 2014? Poco o nulla, se non che circa 80 mila hanno fatto perdere le loro tracce, e chissà quanti in Veneto. Quanti sono stati fotosegnalati? Forse la differenza, forse 90 mila, ma non è ancora chiaro e quindi oggi abbiamo solo la conferma del caos che denunciamo da mesi, di fronte a un’emergenza che non è tale perché l’Italia ci ha a che fare dal 2011, e di fronte a uno dei pochi dati certi: che i due terzi di queste persone non sono profughi ma migranti economici, provenienti da paesi dove non ci sono né guerre né persecuzioni. Nessuno si tirerà mai indietro per soccorrere chi soffre davvero, ci mancherebbe, ma siamo di fronte a una situazione molto diversa”.

Zaia ha ricordato che il Veneto “già ospita 517 mila immigrati residenti, dei quali più di 40 mila travolti dalla crisi e dalla disoccupazione” e che “siamo tra le prime quattro regioni italiane nel rapporto tra immigrati residenti e popolazione totale, con ben l’11%. Tutte le altre stanno sotto, e la maggior parte con quote del 2-3%. Non accetto paternali, che invece sono pressochè quotidiane, da Regioni, anche del nordest, che di immigrati ne ospitano il 2,2%. Se proprio è necessario ospitare, i Veneti hanno già dato. Ora tocca ad altri “.

Zaia ha ribadito la sua “totale contrarietà all’invio anche di un solo immigrato in tutte le località turistiche venete” e ha di nuovo chiesto che “quelli che già ci sono siano subito sgomberati, perché il danno ad un’economia che produce 17 miliardi di fatturato e 420 mila posti di lavoro, migliaia dei quali proprio degli immigrati regolari, tra poco sarà irreparabile e la guerra dei paesi competitor, che le frontiere le tengono ben chiuse, è lanciata con tutta la sua potenza”.

“A chi sostiene che la Regione dovrebbe farsi carico di un coordinamento di non si sa cosa – ha concluso Zaia – rispondo con i numeri: ad oggi su 579 comuni del Veneto, solo 5 hanno dichiarato la disponibilità ad accogliere immigrati. Non occorre aggiungere altro in questa situazione: con questi numeri, con questo caos, con l’Europa che sbeffeggia un governo imbelle, con una nuova partita di chiacchiere europee fissata per fine mese, e con la tensione sociale che cresce ogni giorno di più sui territori perché si stanno creando cittadini di serie A e cittadini di serie B, mercoledì porterò al governo un nuovo e motivato no”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button