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Mostre in Basilica, si è chiuso il ciclo Goldin

Chiude la stagione delle mostre evento in Basilica Palladiana. E i numeri messi sul tavolo dal curatore Marco Goldin parlano di un ciclo di successo. Più di 730 mila i visitatori giunti a Vicenza nei 370 giorni totali nei quali il gioiello palladiano ha ospitato capolavori pittorici sul tema del ritratto, del paesaggio e dei notturni. 300 mila quelli richiamati dall’ultima mostra “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”. Numeri che, dall’apertura della prima mostra il 5 ottobre 2012 alla chiusura di ieri dell’ultima esposizione, hanno fatto balzare le mostre di Vicenza ai primi posti tra quelle più visitate in Italia. Il sindaco Achille Variati e l’assessore alla crescita, Jacopo Bulgarini d’Elci, non possono che essere soddisfatti e lo hanno ribadito oggi in un incontro con la stampa che hanno avuto assieme allo stesso Goldin.

Achille Variati
Achille Variati

Gli amministratori parlano di “obiettivi raggiunti” e “risultati straordinari”, ma anche di “un’eredità pesante” da gestire. Perché cosa ne sarà della Basilica e del turismo in città nel dopo Goldin? Un’incognita che lascia aperte diverse soluzioni. Si pensa ad una nuova stagione legata alla cultura del territorio, magari con protagonisti i pittori vicentini di epoca prepalladiana. Un cambio di rotta rispetto alle mostre evento che potrebbe non portare gli stessi numeri dell’era Goldin.

Per questo si guarda a nomi di rilievo da affiancare alla mostra, che dovrebbe varcare la porta della Basilica dal 2017. “Vittorio Sgarbi – ha detto Bulgarini – si è reso disponibile. Nulla è stato ancora deciso, ma potrebbe curare una parte della mostra”. “Faremo rete con la Provincia ”, ha aggiunto il sindaco, che vede in questo aspetto l’unica mancanza delle mostre a firma Goldin.

Jacopo Bulgarini d'Elci
Jacopo Bulgarini d’Elci

Mostre che registrano un grande successo di pubblico. Basta guardare ai numeri dell’ultima esposizione: una media di 1886 persone al giorno ed un pubblico, nel quale la quota di turisti stranieri è raddoppiata rispetto alle mostre precedenti, proveniente da 101 province italiane, con ai primi posti, dopo Vicenza, Padova, Verona, Milano, Trento, Udine e Brescia. Un pubblico composto da soprattutto da visitatori privati, ma anche da gruppi e scuole, che nel 97 per cento dei casi ha visitato anche il museo del Gioiello, realizzato da Fiera e Comune di Vicenza.

Non è ancora stata calcolata invece la ricaduta economica complessiva sulla città dell’arrivo di tutti questi turisti. Anche se i promotori delle mostre un’idea ce l’hanno già. “Il turismo culturale – ha detto il presidente del consorzio turistico Vicenzaè, Dino Secco – porta redditività: tutti gli alberghi nel solo mese di gennaio sono stati soddisfatti sia per l’occupazione che per il fatturato”. Dello stesso parere il presidente di Confindustria Vicenza, Giuseppe Zigliotto che parla di “una sfida vinta per Vicenza che si conferma come un importante polo culturale”.

“700 mila persone sono venute a Vicenza, l’indotto lo dimostrano i fatti”, ha detto Variati che prova a salutare Goldin mettendo anche la parola fine alle polemiche. L’impegno economico del Comune per l’allestimento delle mostre curate da Linea d’Ombra è stato infatti ritenuto da alcuni troppo elevato. Accuse rimandate al mittente da sindaco e assessore. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo di far conoscere e rendere attrattiva Vicenza – ha sostenuto Bulgarini -. Queste mostre hanno cambiato la mentalità del territorio”.

Martina Lucchin

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