La Dalmazia vista dal satellite, con i suoi confini storici e geografici
La Dalmazia vista dal satellite, con i suoi confini storici e geografici

Libri, il dramma italiano dalmata alla Bertoliana

Sarà presentato domani, giovedì 4 giugno, alle 18, presso la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, a Palazzo Cordellina, il libro “Non ho più Patria” di Marco Perlini. Ad introdurre l’opera saranno il presidente della Bertoliana, Giuseppe Pupillo, il docente Italo Francesco Baldo e il magistrato Piero Tony. Il libro non è una novità lettararia, dato che si parla di un opera già pubblicata nel 1955 dalla casa editrice “Lo Zibaldone” di Trieste, un testo che comunque è assai caro a tutto il popolo dalmata.

Si tratta di un diario scritto tra il novembre 1943 ed il maggio 1945, da Marco Perlini, giovane e colto zaratino, ora annoverato tra i più apprezzati scrittori dalmati, e discendente di una delle più antiche famiglie di Zara. Fu costretto, per sfuggire alla terribile epurazione etnica di cui sono stati vittime gli italiani della Dalmazia in quegli anni, ad abbandonare tutto e tutti e a rifugiarsi assieme alla giovane moglie, alla piccola figlia ed all’anziana madre, prima tra i monti del vicentino e poi del bergamasco.

“Ridotto ad essere un impotente osservatore degli eventi storici – spiega una nota della Biblioteca Bertoliana -, Perlini iniziò, in una modesta stanza da osteria, a stendere su un vecchio quaderno e con una matita rubata, il suo diario, appoggiandosi al davanzale di una finestra che divenne così per lui un vero e proprio spazio vitale, da cui appunto nacque il primo titolo Un italiano alla finestra, poi cambiato dall’editore in Non ho più patria“.

“Definire l’opera un diario – si legge in conclusione – è senza dubbio assai riduttivo, in quanto la narrazione di quei terribili eventi, non costituisce il fulcro dell’opera, ma piuttosto l’occasione per una serie di acute e spesso pungenti considerazioni storico politiche, che invitano a più profonde riflessioni filosofiche sul significato stesso dell’esistenza e dell’essere uomo, rendendo, di fatto, questo diario una vera e propria opera di saggezza”.

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