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Le sconosciute opportunità per la gestione dei rifiuti

Recentemente un amico esperto nella materia mi ha descritto una soluzione tecnica che a suo avviso rappresenta, per il trattamento dei rifiuti, una soluzione priva di controindicazioni sufficienti a giustificare una concreta applicazione nelle nostre comunità alternativa ai termovalorizzatori che sono oggi in funzione nel nostro Paese. Trattasi dell’applicazione della cosiddetta tecnologia STE, acronimo che sta per Syngas Technology for the Environment.

E’ una tecnologia che utilizza la pirolisi-gassificazione (trattamento termico in assenza di ossigeno libero) ad alta temperatura (1.000 °C), che riesce ad ottenere del gas di sintesi (Syngas appunto) da inviare poi ad un motore a combustione interna per la produzione di energia elettrica e di calore (cogenerazione ad alta efficienza). SI tratta di una nuova tecnologia d’avanguardia che sfruttando i principi basilari della Termodinamica in modo appropriato ottiene dei risultati veramente notevoli come in sintesi di seguito indicati:

  • Rendimento doppio rispetto a sistemi tradizionali di termovalorizzazione caldaia-turbina a vapore (40% rispetto al 20, sfruttando il rendimento elettrico del motogeneratore;
  • Syngas “lavato” prima di entrare nel motore, per cui le emissioni in atmosfera sono solo quelle delle marmitte catalitiche dello stesso;
  • L’acqua evaporata e poi condensata viene depurata per essere destinata al circuito dell’”acqua tecnica”, risparmiando quella dell’acquedotto o scaricata senza problemi risultando in tabella;
  • Il materiale non è mai a contatto della fiamma dei bruciatori;
  • Le ceneri di risulta sono inviate ad un forno del vetro, raffreddate in acqua, producendo quindi delle sabbie vetrose, inerti;
  • Coi recuperi di calore si può effettuare del teleriscaldamento o ricavare frigorie;
  • Tutto l’impianto è “containerizzabile”: per 1 MW elettrico servono 20 container da 40 piedi;
  • E’ utilissimo nelle bonifiche di vecchie discariche o di zone inquinate, in quanto a lavoro terminato, si caricano i containers sui camion e non resta che il piazzale in cemento (50 x 60 m);
  • Nel caso di ricevimento di materiali odorigeni (letame, forsu, rsu) rimane il capannone di ricevimento e selezione, che però è indipendente dall’impianto STE;
  • Il syngas è monitorabile da un sistema di rilevazione gas ogni 3 minuti, sviluppato dall’Università di Trento;
  • L’impianto è telecontrollabile e telecomandabile a distanza via WEB;
  • In caso di anomalia, vengono spenti i bruciatori e l’impianto si ferma nel giro di qualche minuto;
  • L’impianto non funziona in pressione: il Syngas è estratto con la pressione del fumo di sigaretta (qualche mm di colonna d’acqua, tenendo presente che 10 m di colonna d’acqua fanno1 amosfera di pressione) e quindi non può esplodere;

Con i 15.350.000 tonnellate di RSU, si possono ottenere:

  • o 2.600 MW elettrici, la potenza generata da una centrale termoelettrica come quella di Porto Tolle, pari a circa l’8% del fabbisogno italiano, risparmiando 4.400.000 tonnellate equivalenti di petrolio (circa 32.500.000 barili per cui a 60 €/barile si arriva 2 miliardi di €)
  • o 2.800 MW termici come acqua calda a 90° C

L’investimento rientra, considerando gli incentivi nel caso di fonti rinnovabili o il conferimento nel caso di RSU, tra i 3 e i 5 anni.

Ma se le affermazioni del mio amico sono vere, allora mi domando e dico: ma perché gli risulta così difficile trovare un finanziatore e una pubblica amministrazione disponibile ad ospitare nel suo territorio una tale opportunità ?  O forse il mio amico è uno dei tanti illusi “fanfaroni”?  Così, tanto per sapere se condividere con lui solo piacevoli spritz o chinarmi al suo genio.

Lucio Zaltron

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