Immigrazione, linea dura di Zaia contro i nuovi arrivi

E’ l’argomento del momento, scelto dalla politica nazionale per motivi che variano da uno schieramento all’altro. parliamo della questione profughi, o immigrati più o meno clandestini che dir si voglia. Si parla di un massiccio arrivo in Veneto, si dice oltre 600. Lo stesso più o meno dicasi per la Lombardia, ma un po’ tutte le regione del nord dovrebbero essere in qualche modo coinvolte. Questo, naturalmente, sta provocando la levata di scudi da parte delle regioni governate da quei partiti che del respingere gli arrivi di nuovi immigrati hanno fatto la loro ragione sociale. Ed il Veneto è una di queste, anzi, senza dubbio è la capofila.

All’altolà arrivato dal Veneto e dalla Lombardia, alle quali si è adesso aggiunta la Liguria guidata da un Giovanni Toti che, forse obtorto collo, deve vestire i panni del pasdaran anti immigrazione, il governo, il ministro degli interni Alfani, la chiesa, il mondo del volontariato etc, rispondono chiedendo che la si finisca di strumentalizzare la questione per raccogliere consenso. Questi poveracci, si dice in buona sostanza, sono disperati in fuga dalla guerra e dalla fame, e cercano in Europa una via di salvezza, non possiamo lavarcene le mani e ributtarli in mare.

Del restro sappiamo tutti bene che l’Italia, in questi flussi migratori, è soprattutto un luogo di passaggio, e che la maggior parte di quanti arrivano hanno come meta finale i paesi del nord europa o la Francia e la Germania. E’ anche vero, d’altro canto, che l’Europa è piuttosto inconcludente sulla questione, non essendo riuscita a darsi regole, comportamenti e provvedimenti che risolvano almeno in parte la spinosa questione. Forse nasce anzi tutto da qui, ovvero da una classe dirigente che non è all’altezza, un po’ in tutto il continente.

In questo quadro desolante si diffondono notizie per certi versi pittoresche, tutte tra l’altro da confermare nei loro reali contorni. L’ultima indicherebbe l’’utilizzo di case sfitte nelle località turistiche del Veneto per ospitare i migranti inviati in Veneto dal Ministero dell’Interno. Poteva il presidente della Regione, Luca Zaia, non intervenire di fronte a tanto?

“Giù le mani dagli appartamenti e dagli hotel nelle zone turistiche del Veneto – ammonisce Zaia in una nota diffusa oggi -. Fonti attendibili mi hanno informato che cento profughi si stanno sistemando in appartamenti privati a Eraclea e che altri 380 sono in arrivo in altre località. La rappresaglia di Renzi e Alfano contro il Veneto è scattata. Risponderemo con atti formali. Nemmeno un profugo deve essere inviato in nessuna località turistica, e quelli di Eraclea vanno allontanati immediatamente. Se Renzi e Alfano vogliono distruggere la prima economia di questa Regione con 70 milioni di arrivi, migliaia di posti di lavoro e 16 miliardi di fatturato hanno trovato la via più breve”.

“Anche per i prefetti – aggiunge il presidente della Regione – è arrivato il momento di scegliere, perché i diktat contro la gente e gli amministratori che la rappresentano non farebbero altro che alimentare la già alta tensione sociale. Renzi e Alfano sappiano che la mia non è una battaglia di sole parole e se non ci credono devono solo aspettare le ore necessarie per la definizione, anche giuridica, di una serie di atti concreti, formali, legittimi, incontrovertibili”.

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