Veneto

Immigrati, le liti ed il sangue. Il Veneto dice basta

“Nei nostri paesi la situazione è ormai esplosiva: i prefetti dicano basta e ripristinino l’ordine pubblico ormai andato a farsi benedire. Ribellarsi ai diktat di Renzi e Alfano non è altro che un dovere, visto quanto sta accadendo”. Così il consigliere regionale leghista Nicola Finco, commentando la notizia di un tentato omicidio che si è verificato ieri di Mussolente. Si è trattato di un litigio tra due migranti africani,  è degenerato nel sangue, con uno dei due, un 28enne in rianimazione al San Bortolo e l’altro, poco più che ventenne, finito dietro le sbarre.

“Che situazione c’è nel nostro territorio? Cosa sta succedendo? – si chiede Finco -. Stiamo a tutti gli effetti mantenendo, a 36 euro al giorno, dei potenziali delinquenti che nel cuore della notte e per futili motivi arrivano anche a piantare una pinza nel cranio di chi gli dorme accanto. Ora, chi ci assicura che costoro non replichino tale scena nei confronti dei volontari che danno loro il cibo, o degli agenti di polizia, o di chiunque passi per strada? Ci rendiamo conto che esiste un problema di ordine pubblico?”.

Finco chiama anche in causa i prefetti. “Invece di aprire appartamenti e caserme ai clandestini – dice il consigliere regionale -, si rifiutino di eseguire gli scellerati ordini di Alfano e Renzi, rispedendo i diktat al mittente. Loro debbono garantire l’ordine e la sicurezza dei veneti, non diventare affittacamere per clandestini. Tant’è vero che a Vittorio Veneto i migranti ospiti del Ceis manifestano un giorno sì e l’altro anche per avere una casa, e nelle scorse settimane anche perché al centro che li accoglie manca il satellite per vedere la Coppa d’Africa. E l’altro ieri hanno aggredito gli agenti che andavano a notificar loro la mancanza dello status di rifugiati. Ci stanno riempiendo il territorio di clandestini pronti a tutto. Non lo dicono solo i leghisti ma anche sindaci del Pd”.

Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, chiede “pene più severe per i reati commessi dagli immigrati e l’immediata espulsione per quelli che hanno comportamenti aggressivi, prepotenti o, peggio, violenti. Non hanno alcuna giustificazione – dice Zaia – ed è ora che siano trattati come meritano. Va detto anche basta a questa situazione incredibile per la quale migliaia di persone, delle quali due terzi non sono profughi ma migranti economici, vengono mantenute senza fare niente dalla mattina alla sera e per ringraziare combinano guai e violano la legge e le più regole della convivenza civile. I veneti hanno una lunga storia di migrazione, ma hanno anche insegnato che emigrare non vuol dire avere tutti i diritti e nessun dovere all’estero, ma andarci per lavorare e integrarsi con onestà e rispetto”.

“Vero è – conclude Zaia – che ci troviamo di fronte a una situazione complessiva insostenibile, di fronte alla quale i governanti italiani e quelli europei non sanno che pesci pigliare, che si sta trasformando, in prospettiva nemmeno troppo lontana, in un fenomeno di grande pericolosità sociale. Non lontano, come gravità e impatto, ad altri tempi oscuri vissuti dall’Italia, come la stagione del terrorismo”.

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