Fabbri e Paolo Rossi, tra i maggiori artefici del cosiddetto "Real Vicenza" di fine anni settanta
G.B. Fabbri e Paolo Rossi, tra i maggiori artefici del cosiddetto "Real Vicenza" di fine anni settanta

E’ morto Gibì Fabbri, artefice del “Real Vicenza”

Fu l’allenatore a cui Gianni Brera disse “non avrei mai creduto che una squadra di provincia potesse giocare al calcio come ha giocato il Lanerossi Vicenza”. Giovan Battista Fabbri deve aver tenuto sempre nel suo cuore quella frase, e soprattutto quella squadra, che nel 1978 arrivò seconda nel campionata di serie A consacrando Paolo Rossi capocannoniere della stagione e lanciandolo nel firmamento del calcio.

Gibi Fabbri se ne è andato ieri, all’età di 89 anni, a Ferrara, ed a Vicenza lascia certamente un ricordo indelebile, cosa che deve essere stata vera anche per lui, comunque, dato che proprio nella nostra città scrisse le pagine più importanti della sua carriera. Nel giro di qualche anno infatti Fabbri portò la squadra prima alla promozione dalla serie B e subito dopo alla grande stagione che valse al team biancorosso l’appellativo di Real Vicenza, con lo storico secondo posto dopo la Juventus e l’apprezzamento e la simpatica di tutti.

Come calciatore Fabbri aveva militato in serie C e serie B, a Messina Pavia e Varese, ma era stato alcuni anni anche nella massima serie, con il Modena e la Spal. Questo avveniva nel dopo guerra, e sul finire degli anni ’50 iniziò anche la sua carriera di allenatore che, partendo da Varese lo portò ad allenare il Livorno, il Piacenza ed infine il Lanerossi Vicenza squadra con cui raggiunse il suo traguardo più importante, vincendo anche il premio Seminatore d’oro come miglior tecnico italiano. Negli anni seguenti Fabbri ha allenato molte squadre, tra le quali il Bologna, concludendo la carriera alla Spal, e proprio a Ferrara ha poi deciso di stabilirsi e vivere il resto della sua vita.

Anche il sindaco di Vicenza, Achille Variati, è voluto subito intervenire per esprimere il cordoglio dell’amministrazione comunale “per la scomparsa dell’allenatore che portò il Lanerossi Vicenza fra le grandi del calcio italiano. A Fabbri – ha sottolineato Variati -, Vicenza è riconoscente non solo per i meriti sportivi, per essere riuscito a condurre la squadra di una città di provincia ai vertici dello sport più importante del paese e aver fatto crescere campioni come Paolo Rossi, che hanno scritto la storia del calcio italiano, ma anche per aver portato grandi benefici all’immagine della città che arrivò a sognare lo scudetto con il secondo posto nella stagione 1977/78 . La scomparsa di Fabbri lascia un grande vuoto nei tifosi biancorossi, che anche ieri hanno dimostrato grande passione e orgoglio sostenendo la squadra fino all’ultimo minuto e applaudendola anche dopo la sconfitta e l’eliminazione dalla corsa per la serie A”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità