Discarica Corsea, la denuncia dei sindaci: falda a rischio

L’Alto vicentino lancia l’allarme e denuncia il rischio dell’inquinamento della falda acquifera che alimenta la zona da Montecchio Precalcino fino alla provincia di Padova se la discarica Corsea, situata a Sarcedo, non verrà immediatamente messa in sicurezza. Il timore, poi, è che la vicenda Corsea costituisca solo il primo caso di una discarica sfruttata dai privati finché attiva e poi scaricata alle amministrazioni pubbliche una volta dismessa. Come se non bastasse, inoltre, si profila anche il rischio che possa essere messo in atto un ampliamento della discarica stessa.

Diversi sindaci del vicentino, tra i quali Giovanni Casarotto di Thiene, Valter Orsi di Schio e Luca Cortese di Sarcedo, i presidenti delle Conferenze dei sindaci delle Ulss vicentine 3, 4, 5, 6 e dell’Alta Padovana 15, ed il presidente dell’Unione montana Alto Astico si sono quindi riuniti nella sala municipale di Thiene su invito del presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 4, Robertino Cappozzo. Dal tavolo di lavoro è uscito un documento, sottoscritto dai rappresentanti di 27 comuni della provincia di Vicenza e di un comune padovano, nel quale vengono chieste delle azioni concrete per risolvere l’emergenza ambientale sorta dopo l’istanza di auto-fallimento presentata dal Corsea.

Il Corsea, consorzio costituito da 150 ditte vicentine, smaltisce dagli anni novanta nella discarica di Sarcedo i rifiuti delle ditte consorziate e, dal 2009, gestisce la discarica dismessa recuperando il biogas prodotto dal sito. Da fine 2014 però sulla gestione post-mortem della discarica pesa una forte incertezza, visto che il Corsea ha avviato una procedura di fallimento, poi accolta dal Tribunale di Vicenza nel 2015. Da qui l’azione degli amministratori locali a sostegno del Comune di Sarcedo, che si era opposto alla sentenza di fallimento del Corsea chiedendo alle ditte del Consorzio di avviare una ricapitalizzazione e di continuare a gestire la discarica.

Diverse giunte, tra le quali anche quella del Comune di Padova, hanno già fatto sentire il loro appoggio con delle delibere a favore della ricapitalizzazione del Corsea e del mantenimento degli impegni presi. Adesso è stato messo nero su bianco quanto chiedono gli amministratori locali in vista dell’udienza del Tribunale Fallimentare del prossimo 16 luglio. Come si legge infatti nel documento, i sindaci vogliono “un urgente e definitivo intervento di messa in sicurezza del sito al fine di evitare la fuoriuscita di percolato e il conseguente inquinamento delle falde acquifere”. L’intervento di messa in sicurezza, dal valore di 1 milione di euro, permetterebbe di portare i costi di gestione della discarica dagli attuali 300 mila a 50 mila euro l’anno.

“Ulteriori progetti di sfruttamento – dice ancora il documento – anche mediante l’ampliamento della stessa discarica non possono pertanto essere considerati prima della messa in sicurezza stabile e definitiva del sito”. Sarebbe infatti al vaglio del curatore fallimentare la proposta di un’azienda vicentina di farsi carico della messa in sicurezza della discarica ma con un ampliamento del sito. Un’ipotesi a cui gli amministratori si oppongono fermamente.

Un appello viene rivolto anche alla Regione, perché non diventi una prassi “scaricare il peso economico della gestione, successiva allo sfruttamento della discarica e dei conseguenti ricavi, in capo alle amministrazioni pubbliche”. Infine, viene sollecitata dagli amministratori anche l’Associazione Industriali di Vicenza, che conta al suo interno diverse ditte affiliate al Corsea, a “rispettare gli impegni presi” e a “non scaricare sulla collettività oneri e pericoli”.

Martina Lucchin

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