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Cgil di Vicenza oggi in conferenza organizzativa

Si è svolta oggi, all’Alfa Hotel di Vicenza, la Conferenza organizzativa provinciale della Cgil vicentina, la settima ed ultima in Veneto, prima della conferenza nazionale che si svolgerà a settembre. Il titolo dell’incontro: “Contrattare per includere, partecipare per contare!” “La Cgil di Vicenza e provincia gode di ottima salute – ha affermato Marina Bergamin, segretaria generale del sindacato provinciale -. Abbiamo chiuso il 2014 con 52325 tesserati, e numericamente siamo la quinta realtà della Cgil in Veneto. Di questi tesserati, il 45,5% sono donne, gli under 35 invece sono solamente il 16,43%. La maggior parte dei nostri tesserati è infatti compresa nella fascia tra i 36 e i 60 anni: si tratta del 79,4% dei tesserati. Infine, l’11% degli iscritti sono migranti”.

La segretaria provinciale (con la quale a margine abbiamo scambiato due battute, che proponiamo nell’audio lettore in alto, sulla foto) ha messo anche in evidenza che, nonostante il periodo di crisi, le risorse economiche della Cgil berica hanno permesso di aiutare le categorie in difficoltà, di investire nei servizi e di aprire nuove sedi a Noventa e a Schio. In tutto la Cgil Vicentina opera il 23 località provinciali, tra sedi e presidi, dieci delle quali sono organizzate con un responsabile di Camera del lavoro. “Sono realtà queste ultime – ha osservato Bergamin -, che operano sul territorio in modo attivo e si tratta di luoghi in cui si esercita la democrazia”.

Ricordiamo che la Cgil di Vicenza è articolata su dodici categorie, delle quali la più numerosa è quella dei pensionati, mentre la più piccola è quella dei lavoratori atipici, Nidil. Marina Bergamin, per far capire l’importanza della Cgil e dei suoi presidi sul territorio ha ricordato anche che il Puntoservizi Cgil, ovvero il Caaf Cgil, ha lavorato 110 mila pratiche nel 2014 (58 mila dichiarazioni 730), il patronato Inca 32135 pratiche, l’Ufficio vertenze ben 1301 nuove pratiche nel 2014 (che si aggiungono a quelle già in essere degli anni precedenti). A tutte queste attività si aggiungono le attività delle realtà vicine alla Cgil come la Federconsumatori, il Sunia (inquilini), l’Auser e la Rete degli studenti.

“La Cgil in Veneto, ed anche a Vicenza, è in buona salute dal punto di vista organizzativo e del tesseramento. Però vogliamo migliorare ancora, ad esempio sul piano del modo di rapportarci alle persone, e vogliamo portare una maggiore tutela e difesa ai soggetti più deboli”. E’ questo quanto ha poi messo in evidenza la segretaria generale della Cgil Veneto, Elena Di Gregorio, intervenuta a fianco di Marina Bergamin alla conferenza organizzativa vicentina. “Ci troviamo di fronte ad un mondo del lavoro frantumato – ha proseguito Di Gregorio -, dove sono diminuiti i diritti, dove il lavoro è povero e sono aumentate le persone senza tutela contrattuale, e i giovani si trovano in situazioni drammatiche di precarietà. Il sindacato deve fare uno sforzo maggiore per incrociare queste persone, dare loro tutela, rappresentanza e dare voce agli invisibili”.

“L’obiettivo con il quale vogliamo riorganizzarci – ha aggiunto la segretaria regionale – è quello di aprire le nostre porte, uscire dal mondo del lavoro tradizionale ed incrociare quest’altro mondo del lavoro, che deve stare con noi. A queste persone in difficoltà dobbiamo dare una risposta. Inoltre, la crisi ha purtroppo messo in discussione quella rete di solidarietà che ha reso forte il tessuto sociale veneto negli anni. Bisogna rigenerare questa rete e il sindacato ha un suo ruolo importante!”

Per attuare il programma del congresso del 2014 la Cgil Vicentina ha proposto quattro filoni su cui operare. “Il primo – ha spiegato la segretaria provinciale – riguarda la contrattazione di secondo livello, quella aziendale, per raggiungere i nuovi obiettivi dell’inclusione e della contrattazione di sito. C’è poi la contrattazione sociale unitaria. Con comuni, Ulss e Ipab i sindacati hanno siglato alcuni protocolli, in particolare con i comuni, sulla fiscalità locale, ma anche sui servizi e sulla medicina territoriale. Si parla poi, nel terzo punto, di mercato del lavoro, dove l’intervento della Cgil vuole essere di maggior peso sia in entrata (dalla scuola al lavoro), sia durante (per la difesa dei diritti del lavoratore), sia nel dopo, nel passaggio dal lavoro alla pensione. Infine il quarto punto riguarda l’organizzazione: dobbiamo rivedere le sedi e la qualità dell’accoglienza, soprattutto nei confronti degli iscritti”.

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