Bassano, tributo alla Genova di Fabrizio De André

Si rinnova l’appuntamento con Giugno in Musica al Castello, la rassegna di concerti promossa e ideata dal Comune di Bassano del Grappa attraverso il suo assessorato alla promozione del territorio e della cultura. Il prossimo spettacolo, domenica 21 giugno, è portato in scena da sette musicisti del bassanese e si intitola La Genova di Fabrizio De André – “Pe puèi baxa ancù Zena” (traduzione: per poter baciare ancora Genova). Verranno proposti i brani in dialetto genovese di Fabrizio De Andrè, compreso l’intero album Crêuza de mä, del 1984, che rappresenta come è noto una sorta di pietra miliare della musica etnica, scritto interamente in dialetto e che guarda a tutto il bacino del Mediterraneo, sia dal punto di vista dei contenuti, sia nelle sonorità.

Il progetto nasce dall’incontro tra il musicista e compositore bassanese Gianantonio Rossi e il cantante tortonese Mario Diamante, con l’obiettivo di divulgare la musica e la poesia del grande cantautore genovese, scomparso ormai 16 anni fa. Al centro dei testi di quest’album vi sono i temi del mare e del viaggio, le passioni e le sofferenze. Con strumenti antichi quali tiorbe, arciliuti e chitarroni, di cui gruppo è appassionato esecutore, e con l’uso di percussioni etniche, il gruppo creerà le atmosfere tipiche dei brani in genovese di De Andrè, tra gli odori della gloriosa Repubblica Marinara e le storie di prostitute, tra vecchi pirati e timidi esattori.

Sul palco, come dicevamo, sette musicisti, uniti da questo progetto. Alla chitarre, flauti e cori Giannantonio Rossi. Diplomato in chitarra classica e composizione tradizionale al conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, Rossi ha frequentato parecchi corsi di perfezionamento e pubblicato varie composizioni con la casa editrice Ars Publica. Collabora con il “Collettivo Rituale”, gruppo musicale che prevede lo studio e la realizzazione di composizioni della produzione musicale d’avanguardia dell’ultimo cinquantennio. Strumenti insoliti come tiorbe, arciliuti, chitarroni, tastiere sono a cura di Gianluca Geremia. Diplomato anch’egli al conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, nel corso di Liuto rinascimentale. Fa parte del laboratorio giovanile Baroquip Orchestra di Treviso. Ha studiato liuto presso la Smav (Scuola di musica antica di Venezia).

Alla voce v’è Mario Diamante, cantante tortonese attivo da diversi anni, recentemente trasferitosi a Bassano. E’ un grande estimatore e divulgatore delle opere di Fabrizio De Andrè. Lorenzo Di Prima è al basso elettrico. Ha studiato con il contrabbassista e bassista Roberto Caon, e poi con Stefano Olivato, approfondendo lo studio del basso elettrico in ambito jazz. Nel 2011 ha seguito i corsi di musica tenuti dai docenti della “New School for Jazz and Contemporary Music” di New York, organizzati da Veneto Jazz, e in seguito ha partecipato ai seminari di basso elettrico tenuti a Perugia dal bassista statunitense Michael Manring. Edoardo Lettera invece è alla batteria e cori. Insegnante di questo strumento, dal 2005 al 2013 è stato batterista del coro gospel Voices of Joy. E’ attualmente impegnato con diversi progetti musicali.

Percussioni anche per Giulio Brotto, avvicinato a questo mondo a 13 anni, quando entra a far parte della Bantù Band, un gruppo che propone musica etnica congolese. Grazie a quest’esperienza si si appassiona alle tradizioni musicali di altre nazioni e ha l’occasione di suonare su diversi palchi, anche fuori dall’Italia. Nel corso degli anni si concentra maggiormente sulle percussioni afrocubane e brasiliane, studiando con Marco Catinaccio, Ernesttico Rodriguez, Marco Bonutto e applicando gli studi in diversi gruppi. Infine, Mauro Alberti al flauto traverso. Diplomato in flauto nel 1991, presso il conservatorio di Musica “Pedrollo”, si dedica all’insegnamento e si occupa con particolare interesse alla realizzazione di progetti musicali nelle scuole dell’infanzia e primarie, oltre che alla direzione corale. Nel 2009 è stato invitato al Festival organistico internazionale Città di Senigallia dove ha eseguito alcune sonate per flauto di Benedetto Marcello e di Händel, ottenendo ampi consensi di pubblico e di critica.

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