Barbarano, si presenta l’ultimo libro di Aldo Cazzullo

La Resistenza come patrimonio che appartiene alla nazione, e non solo come icona della sinistra. E’ questo in buona sostanza il messaggio più profondo che viene dal nuovo libro di Aldo Cazzullo “Possa il mio sangue servire”, edito da Rizzolo. la nuova fatica letteraria dell’inviato e d editorialista del Corriere della Sera sarà presentata a Barbarano Vicentino giovedì sera, alle 21, presso il Palazzo dei Canoni, in piazza Roma. Sarà presente anche l’autore.

Aldo Cazzullo
Aldo Cazzullo

Cazzullo, piemontese di Alba , dove è nato nel 1966, ha inziato la sua carriera alla Stampa, dove è rimasto per 15 anni. Dal 2003, come dicevamo, è inviato e editorialista del Corriere della Sera. Ha dedicato oltre dieci saggi alla storia e all’identità nazionali. Sia “Viva l’Italia!” del 2010, che “Basta piangere!” del 2013, hanno superato le centomila copie; La guerra dei nostri nonni (2014) ha superato le duecentomila.

“Il libro – si legge in una nota di presentazione dell’evento – ci conduce al cuore della Resistenza. Storie di quotidiano eroismo che ci costringono a interrogarci sul nostro presente. La Resistenza a lungo è stata considerata una cosa di sinistra: fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione. Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli”.

libro-cazzullo“Le storie delle suore di Firenze – prosegue la nota portando degli esempi -, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei. Dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che scelse di morire con i suoi parrocchiani dicendo ‘vi accompagno io davanti al Signore’; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché ‘le nostre montagne sono nostre’; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi; dei 600 mila internati in Germania che, come Giovanni Guareschi, restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani”.

“La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti – si legge in conclusione -, ma anche da quelli cattolici, monarchici, autonomi. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri. La Resistenza ha avuto le sue pagine nere, che vanno raccontate, come fa anche questo libro così come racconta le atrocità spesso dimenticate dei nazisti e dei fascisti. A 70 anni dalla liberazione, mentre i testimoni se ne stanno andando, è giusto salvarne la memoria e raccontare ai giovani cos’è stata davvero la Resistenza, e di quale forza morale sono stati capaci i nostri padri”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *