Arte, Cultura e Spettacoli

Barbarano, la Resistenza con Aldo Cazzullo

Giovedì 11 giugno alle ore 21 presso la piazzetta situata davanti Palazzo Canonici di Barbarano Vicentino, splendida struttura municipale costruita interamente in pietra di Nanto che fonde in sé elementi gotici, rinascimentali e stilemi riconducibili al manierismo, si è tenuto il terzo appuntamento della rassegna “Villeggendo” che si occupa di far incontrare gli scrittori con il pubblico dell’area berica. Protagonista è stato il giornalista Aldo Cazzullo, già autore del libro “La guerra dei nostri nonni”, con “Possa il mio sangue servire” edito da Rizzoli, un contenitore di storie sulla Resistenza, uno di quegli accadimenti storici ancora troppo confusi, macchiati dalla politica che spinge a parteggiare per una parte o un’altra.

«La Resistenza è il patrimonio di una nazione, non di una fazione» spiega Cazzullo, intenzionato a fare chiarezza in nome dei giovani i quali «devono sapere quanto sangue è costata la loro libertà». Il libro, suddiviso in venticinque capitoli, riesuma le vicissitudini di uomini e donne che hanno scelto, per senso del dovere e della patria, di schierarsi per l’Italia, per la libertà. La loro moralità, piuttosto semplice, si riassume nel sacrificio dell’ufficiale Franco Balbis, medaglia al valore ad El Alamein, il quale poco prima di essere fucilato dai Fasci Repubblicani di Torino il 5 aprile 1944 scrive alla madre: «Possa il mio sangue servire per ricostruire l’unità italiana e per riportare la nostra terra a essere onorata e stimata nel mondo intero».

Dopo una premessa sulla Prima Guerra Mondiale, ovvero la guerra dei nostri nonni, Cazzullo passa a quella dei genitori e in essa emergono nitidamente ritratti di giovani, di donne, di ufficiali dei Carabinieri che non hanno esitato a consegnarsi per salvare la vita di centinaia di civili, di sacerdoti come don Ferrante Bagiardi il quale ha preferito morire fucilato insieme ai suoi parrocchiani pur di accompagnarli lui davanti al Signore, delle suore di Firenze che hanno nascosto fuggiaschi ebrei diventato così Giuste delle Nazioni, di ciclisti come Gino Bartali il quale nascondeva nel telaio della sua bicicletta documenti falsi o di scrittori come Giovannino Guareschi il quale fece parte di quei 600.000 internati militari in Germania a causa del rifiuto di combattere a Salò.

A leggere le ultime parole di Balbis ci si sente un po’ dei “vermi”: la speranza per un’Italia nuova è viva, l’amore per la patria non viene mai meno un solo istante. L’unica richiesta, quella di studiare per essere un giorno utili al Paese, è fatta con il cuore in mano e può essere un esempio di moralità in questa crisi collettiva di valori che la nostra società sta vivendo. A leggere i passi del libro c’era Franco Bellin accompagnato dal giovane chitarrista Riccardo.
Il prossimo appuntamento, martedì 16 giugno a Villa Barbarigo di Noventa Vicentina, sarà con Sammy Basso, il giovane di diciannove anni affetto da progeria o sindrome dell’invecchiamento precoce.

Camilla Bottin

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