La Popolare di Vicenza esce da Icbpi e incassa 142 mln

La Banca Popolare di Vicenza si chiama fuori dalla proprietà di Icbpi. L’acronimo sta per Istituto centrale delle Banche Popolari Italiane ed è appunto quell’istituto, di proprietà delle banche popolari italiane, che per esse si occupa di servizi quali i pagamenti elettronici, operando anche attraverso marchi consolidati quali il circuito CartaSì. Ebbene, l’Icbpi adesso è passato di mano, dato che proprio oggi le banche proprietarie (che sono: Credito Valtellinese, Banco Popolare, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Iccrea Holding, Banca Popolare di Cividale, Ubi Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Sella Holding e Banca Carige) lo hanno di fatto venduto a Mercury Italy, “veicolo indirettamente partecipato – spiega una nota molto tecnica dello stesso Icbpi – dai fondi Bain Capital, Advent International e Clessidra Sgr”.

In realtà oggi è stato firmato un accordo che prevede la cessione dell’Istituto, mentre il prezzo “verrà determinato – si legge ancora nella nota – sulla base di una valutazione del 100% del capitale di Icbpi di 2.150 milioni di euro, ovvero di Euro 2.000 milioni in funzione della struttura di operazione tra due ipotesi già individuate. Il prezzo prevede inoltre una componente aggiuntiva sotto forma di earn-out collegata ai proventi eventualmente riconosciuti a CartaSi Spa, da parte di Visa Europe, il cui ammontare non è allo stato quantificabile”.

Al di là del linguaggio tecnico, è previsto che la maggior parte delle banche citate sopra mantenga una partecipazione azionaria nell’istituto, all’incirca dell’8%. Faranno eccezione invece la Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Carige e Iccrea Holding, che usciranno completamente dalla compagine societaria dell’Icbpi. La Banca popolare di Vicenza, da questo avrà una plusvalenza di 142,3 milioni di euro.

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