lunedì , 13 Settembre 2021
Il direttore d'orchestra Giovanni Battista Rigon
Il direttore d'orchestra Giovanni Battista Rigon

Vicenza, “Don Giovanni” di Mozart al Teatro Olimpico

Si aprirà con Mozart ed il suo “Don Giovanni”, eseguito nella versione di Vienna, con la regia di Lorenzo Regazzo e  la direzione d’orchestra di Giovanni Battista Rigon, la programmazione operistica della ventiquattresima edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, sabato 23 maggio. La serata di sabato inizierà, in realtà, già alle 18, presso l’Odeo del teatro, con il racconto dell’opera che sarà fatto dal critico Alessandro Cammarano e dal direttore d’orchestra Giovanni Battista Rigon. Alle 20 andrà in scena il dramma giocoso di Mozart, in due atti, interpretato da un cast di solisti eccezionale: il basso-baritono vicentino Luca Dall’Amico, che sarà Don Giovanni, il celebre basso Giovanni Furlanetto, che vestirà i panni di Leporello, la soprano Anna Viola, nel ruolo di Donna Anna, e Arianna Vendittelli, anche lei soprano, che sarà Donna Elvira. Zerlina sarà interpretata da un’altra soprano, Minni Diodati, il tenore Matteo Macchioni sarà Don Ottavio, mentre Abramo Rosalen interpreterà il duplice ruolo di Masetto e del Commendatore.

don-giovanni-mozartAl cast si affiancano due formazioni: il coro Iris Ensemble, istruito da Marina Malavasi, e l’orchestra di Padova e del Veneto, istituzione concertistico orchestrale veneta che si distingue proprio nel repertorio operistico per gli allestimenti di “Don Giovanni”, “Le nozze di Figaro” e “Così fan tutte”, le tre opere mozartiane in lingua italiana su libretto di Lorenzo Da Ponte. Nel “Don Giovanni” in scena all’Olimpico, il protagonista sarà rappresentato come un ragazzo sbarazzino e capriccioso, a cui piace mascherarsi e divertirsi, tanto da far sì che la burla sia reiterata per tutto il dramma prevalendo sugli aspetti del piacere e del possesso. Il servitore Leporello è un eccentrico tutore, che sfrutta a proprio vantaggio l’autorevolezza acquisita, mentre le figure femminili sono matronali anche nella tipologia vocale, con una impenetrabile Donna Anna. Sarà infine il Commendatore a far sprofondare il giovane Don Giovanni nelle fiamme dell’inferno.

“C’è sicuramente un fil rouge – ha spiegato il regista, Lorenzo Regazzo – che lega questo Don Giovanni al Così fan tutte della precedente edizione del Festival. E’ nella similitudine di uno sguardo disincantato, ma irriverente, sulle condotte delle nuove generazioni, sul lassismo imperante di certa gioventù indolente, stordita da gadget e sostanze, addomesticata dai modelli insignificanti dei media, da reality e palinsesti coatti, popolati da aspiranti showgirls, da seduttori, narcisi e tronisti, sempre e comunque perseguitati da virago e stolker fantasticanti. Tutti propensi al bieco compromesso pur di sciorinare talenti inesistenti o di prodursi in esibizioni grottesche. Una gioventù spesso tragicamente incapace di percepire qualsiasi senso del ridicolo, dentro e fuori di sé”.

“Avere l’opportunità di dirigere il Don Giovanni – ha aggiunto il direttore d’orchestra, Giovanni Battista Rigon, – uno dei più grandi capolavori non soltanto della scena operistica ma anche di tutta l’arte dello spirito umano, è sempre una grandissima emozione. Ritengo sia opportuno, ancora oggi, scegliere se eseguire la versione di Praga o la versione di Vienna, perché ogni versione, seppur con dei cambiamenti, offre una visione conclusa. Quest’anno eseguo per la prima volta la versione di Vienna, che ha delle varianti significative, a partire dalle celebri arie Mi tradì quell’alma ingrata, scritta per la cantante Caterina Cavalieri per l’interpretazione di Donna Elvira, e Dalla sua pace la mia dipende, di Don Ottavio. Nella versione di Vienna sembra che il compositore, avendo più tempo, abbia potuto liberarsi da una certa ansia di concludere il lavoro e che la sua creatività si sia librata verso arie ancora più alte, che si rilevano essere degli assoluti capolavori musicali”.

Racconta il basso Giovanni Furlanetto, che interpreta Leporello: “Nella visione del regista Lorenzo Regazzo, Leporello, che solitamente è il servitore manipolato da Don Giovanni, si trasforma in seduttore, diventando il vero artefice dell’inganno. Nonostante vesta i panni del maggiordomo, diventa un tutor che sfrutta la propria capacità di seduzione su Don Giovanni per ricavarne del guadagno per se stesso. Don Giovanni quindi è il grande sedotto, il giovane vulnerabile e consumabile di fronte alle promesse di successo. Nei recitativi le intenzioni vengono amplificate e arricchite, per dare senso a questa visione e alla fine il pubblico si farà delle domande, vere, sull’umanità che questi personaggi rappresentano”.

Le repliche del “Don Giovanni” si terranno nei giorni: 25 maggio, alle 20, 5 giugno, alle 20, 7 giugno, alle 18, 12 giugno, alle 20, 14 giugno, alle 18. I biglietti possono essere acquistati presso il botteghino del Teatro Olimpico, telefonando al numero 0444222801, oppure online attraverso il sito www.settimaneolimpico.it.

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