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Vicenza, scontro sul referendum a quorum zero

Via libera dal Consiglio comunale di Vicenza al Regolamento degli istituti di partecipazione. Viene così reso operativo il referendum a quorum zero, cioè la possibilità di rendere legittimo l’esito del quesito indipendentemente dal numero di persone che vanno a votare. Dopo essere stato licenziato dalla Commissione affari istituzionali e dalla giunta, il passaggio in Consiglio rappresentava l’ultimo step per attuare quanto previsto dallo statuto comunale in termini di partecipazione. Piace a quasi tutti i consiglieri comunali il quorum zero. Meno apprezzati dall’opposizione gli altri articoli del Regolamento per i quali sono stati presentati diversi emendamenti, quasi tutti bocciati dalla maggioranza. Motivo per il quale M5s e i partiti di centro destra votano contro, mentre Valentina Dovigo alla fine vota a favore.

Il regolamento  – In estrema sintesi, i punti principali di questo regolamento sono: l’istituzione di un comitato di tre esperti (il segretario generale, un componente scelto dalla maggioranza e uno dalla minoranza) che valuta l’ammissibilità del quesito, la costituzione di un comitato contrario al referendum, oltre a quello che lo indice, 90 giorni di tempo per raccogliere le 5 mila firme necessarie per dare il via libera all’istituto e infine l’indizione del referendum solo in corrispondenza di altri appuntamenti elettorali che non siano però di tipo amministrativo.

Liliana Zaltron
Liliana Zaltron

Le richieste dell’opposizione  – Alcuni punti  non vanno proprio giù ai consiglieri del M5s e di Sel, che provano l’assalto al regolamento con diversi emendamenti. Liliana Zaltron (M5s) parla di “una serie di paletti posti dalla giunta che rendono difficile l’applicazione del referendum”. “Non c’era – dice la grillina – la volontà di realizzare la democrazia diretta”. Bocciato il suo emendamento con il quale chiedeva di modificare la composizione del comitato di esperti, di aumentare il tempo per la raccolta firme e di togliere l’obbligo di pubblicare l’indizione del referendum almeno 60 giorni prima della data fissata per il voto.

Non passano nemmeno due degli emendamenti di Valentina Dovigo (Sel), che punta il dito contro il numero di giorni per la raccolta firme e il comitato di esperti: “non voglio pensar male, ma se gli esperti vengono decisi dai partiti potrebbero non essere una garanzia di indipendenza”. Parere negativo anche alla richiesta di inviare a casa dei cittadini del materiale informativo prima del voto. La maggioranza accetta invece di rendere il regolamento immediatamente eseguibile, una volta avuto il via libera del comitato di esperti, tramite un’ordinanza del sindaco.

Valentina Dovigo
Valentina Dovigo

Critica anche la rappresentanza in Consiglio di Forza Italia. I consiglieri della minoranza, Michele Dalla Negra e Roberto Cattaneo, vedono però accolto il loro emendamento perchè le sedute del comitato di esperti non siano pubbliche. Non passa invece l’emendamento dei due consiglieri forzisti per cancellare il quorum zero, sostenuto anche dalle altre formazioni di centrodestra.

La maggioranza fa quadrato  – Bulgarini, appoggiato dalla maggioranza, rimanda al mittente le critiche e blinda, salvo qualche concessione, il regolamento. “Vicenza – dice – è una delle poche città in Italia ad aver fatto la scelta del quorum zero: è un incentivo forte alla partecipazione dei cittadini e un esperimento di democrazia. Così decide chi partecipa e così non si può più dire ‘tanto non voto’”. “In un tempo – continua Bulgarini – di disaffezione al voto e alle forme di democrazia rappresentativa, questa è un’idea per stimolare la partecipazione; perché il voto di chi è contrario non può essere sommato a quello degli indifferenti, facendo fallire automaticamente un referendum”.

Martina Lucchin

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