Tav, Variati annuncia: “ci sarà una consultazione popolare”

“Sentiremo il parere dei cittadini sul passaggio della Tav a Vicenza”. Parola del sindaco Achille Variati. Con questa dichiarazione fatta durante il Consiglio comunale di ieri, il primo cittadino di Vicenza ha aperto per la prima volta alla possibilità di indire una consultazione per conoscere il parere dei cittadini sulla fermata dell’alta velocità a Vicenza. Vengono accolte così le diverse richieste venute da alcuni gruppi di cittadini negli ultimi mesi per una maggiore partecipazione su questo tema. Potrebbe esserci quindi un referendum consultivo oppure un’altra forma di consultazione popolare. Quello che è certo, però, è che prima del via libera sul progetto definitivo della Tav, l’amministrazione vuole sentire la voce dei cittadini. “La consultazione – ha precisato il sindaco – sarà dopo l’estate”.

Achille Variati
Achille Variati

L’annuncio di Variati è arrivato a seguito di una mozione, presentata da alcuni mesi da Liliana Zaltron (M5S) ma discussa solo ieri, per l’indizione di un referendum consultivo sulla Tav. “È evidente – ha commentato il sindaco – che questa mozione è illegittima perché, anche se datata gennaio, non ci sono i tempi tecnici per permettere un referendum in concomitanza delle elezioni regionali”. La mozione è stata bocciata dal Consiglio comunale, ma il sindaco ha appunto annunciato che presto i cittadini potranno dire la loro sulla Tav.

Variati ha scandito i tempi e ipotizzato anche le modalità della consultazione. “Il progetto definitivo sulla Tav – ha detto il primo cittadino – non arriverà prima di settembre, poi ci sarà la Conferenza dei servizi e quindi il Consiglio dovrà esprimersi sul progetto definitivo. Prima della decisione del Consiglio ci sarà una consultazione popolare non confusa e basata su quesiti specifici”.

Secondo quelli che sono gli strumenti dello statuto comunale, infatti, il parere della città sul passaggio della Tav a Vicenza non può essere molto influente, essendo questo un progetto di carattere nazionale. La città può però dire sì o no a certi aspetti del progetto. Da qui l’indicazione di Variati di indire una consultazione su “oggetti specifici”. Dovranno essere definite, poi, anche le modalità con cui sentire i cittadini. È possibile farlo con un referendum consultivo, salvo che il Consiglio comunale modifichi lo statuto per permettere l’indizione del referendum durante l’anno e non insieme ad appuntamenti elettorali; oppure, possono indirlo i due terzi dei consiglieri comunali o il sindaco. Ci sono, poi, anche altre forme di consultazione previste dallo statuto e che passeranno al vaglio dell’amministrazione. Tra queste, anche la possibilità di una consultazione popolare al pari di quella avvenuta nel 2008 per la base americana Del Din.

Il sindaco comunque ha dichiarato. davanti al Consiglio comunale, il suo impegno e quello della giunta a sentire la voce dei cittadini prima di licenziare una volta per tutte il progetto della Tav. “Non ho paura di sentire i cittadini – ha detto poi Variati alla stampa – e quelle forze politiche che parlano di referendum con quesiti che non stanno in piedi fanno solo demagogia. Vedremo cosa diranno i cittadini e quanti parteciperanno alla consultazione. Poi il Consiglio deciderà”.

Martina Lucchin

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