Cultura e Spettacoli

Vicenza, Ciak si gira con la Pockemon Crew

Mercoledì 6 maggio al Teatro Comunale di Vicenza si è tenuto lo spettacolo “Ciak si gira” messo in scena dai ballerini della Pockemon Crew, i quali si sono cimentati, a passi di hip hop e breakdance, nella ricostruzione delle atmosfere dei film in bianco e nero degli anni Trenta e Quaranta. Pochi elementi essenziali, un paio di pannelli scuri sullo sfondo e un telo bianco per proiettare luci e ombre, cineprese ai margini e fili di collegamento caratterizzavano la scenografia. A riempirla con movimenti scatenati che dimostrano un virtuosismo e un’agilità unica erano i ragazzi della compagnia, vestiti in frac, con quell’aria scanzonata alla “Singing in the rain”. Gene Kelly in formato hip hop verrebbe da dire, tutto ruotava intorno alla cara vecchia Hollywood e ai suoi luoghi comuni, con il regista detrattore, l’inserviente che vorrebbe coronare i suoi sogni, il divo, il cast di contorno con i macchinari che funzionavano a pieno regime.

Non sono mancate alcune gag tra i ballerini che a suon di salti e di rotazioni sul capo, a terra, sapevano sfruttare ogni occasione per renderla ludica, divertente. Il pubblico che ha visto tra le sue file numerosi giovani, partecipava con risatine continue, alternate ad applausi tributati all’eroe di turno che faceva una mossa più azzardata delle altre. Ma come fanno? Questa era la domanda che aleggiava tra i presenti. La settima arte, ovvero il cinema che nacque nel XIX secolo grazie ai Fratelli Lumière, proviene da Lione così come la Pockemon Crew: questo omaggio, così allegro, alle note della creazione musicale di Alexis Roure “Psykot”, ha visto la direzione artistica di Riyad Fghani, danzatore eccezionale.

Dopo un momento che ha visto ombre muoversi in acrobazie intrepide dietro un telo bianco, è stato il turno della costruzione della ferrovia. Quattro “forzuti” in canottiera bianca hanno montato alcune rotaie onde formare una linea su cui far passare un trasporto ferroviario. I passi che hanno visto il lavoro in atto sono stati originali e mai noiosi. A coronamento dell’epoca storica i lavoratori si sono messi a ballare tra un impianto e l’altro e si sono scattati delle foto con una Leica, dando la possibilità così ai singoli danzatori di mettersi in mostra singolarmente sfoggiando un estratto del loro repertorio. A precedere l’intero spettacolo è stato il progetto “Bricks” di Fernando Pasqualini e Giulia Cenni dell’Hinterland Dance Theatre che si sono mossi in maniera aggraziata sulle musiche originali di Edoardo Piccolo e sulle coreografie di Pasquini. L’unione era l’impressione generale della coppia, così affiatata.

Camilla Bottin

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