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Fernando Bandin in una foto dell'archivio di Paolo Lanaro

Libri, La città delle parole e gli scrittori vicentini del ‘900

Si può raccontare la storia di una città come Vicenza – bellissima, come sosteneva un trentennio fa qualcuno, dedicandole addirittura un libro con quel titolo – senza citare date o avvenimenti storici e senza nemmeno parlare del sommo architetto Andrea Palladio? Sì, se al centro della narrazione c’è la parola scritta, la letteratura. A farlo è Paolo Lanaro con La città delle parole, scritture nel Novecento vicentino, nelle librerie da pochi giorni per i tipi dell’editore veronese Cierre. Quella di Lanaro è una narrazione della Vicenza letteraria raccontata in episodi e attraverso le vicende dei suoi scrittori più famosi, da Luigi Meneghello a Goffredo Parise, da Guido Piovene a Fernando Bandini, da Mario Rigoni Stern a Virgilio Scapin.

libro-lanaroPer ciascuno di questi uomini di cultura e di grande richiamo, l’autore cita una circostanza, un episodio che ne illumina il profilo e l’opera. Ne esce così un volume che, nonostante la sua brevità, regala ritratti inediti degli scrittori vicentini del secolo scorso, colti in un momento particolare della loro esistenza. Forse non un momento topico, ma certo un frangente significativo. Come nel racconto La sera in cui Piovene inaugurò la libreria Due Ruote che, ricordando la figura indimenticabile del libraio e scrittore Scapin – dietro quella sua amabile bonarietà alligna uno spirito sulfureo, l’inclinazione a ridurre tutto a uno sberleffo. Scapin ha un’aria da prete, ma non essendolo diventato ne ha la furbizia senza averne l’ambiguità – fa tornare alla memoria quelle librerie che erano (oggi non più) una sorta di rifugio protetto dal turbinio della modernità incalzante e rumorosa.

O ancora in Bandini e la neve, dove il poeta vicentino recentemente scomparso viene ricordato come uno al quale piaceva parlare di politica e a mano a mano che il discorso procedeva e si riaccendevano le antiche passioni: il riformismo sociale, la lotta contro il malcostume e la corruzione, la necessità storica del socialismo. Uno che si irritava per il malaffare diffuso, per certe concezioni guaste e patologiche del potere.

Vicentino l’autore dunque e vicentini gli scrittori. Non poteva che essere vicentino anche l’autore della prefazione, quel Gianantonio Stella oggi una delle penne più quotate del giornalismo d’inchiesta italiano e autore anch’egli di fortunati saggi sulla politica e la società. Secondo Stella a Vicenza non solo la bellezza dei monumenti è abbondante, ma anche gli scrittori: da Luigi da Porto che nel Cinquecento scrisse su Giulietta e Romeo la novella Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti che avrebbe ispirato Shakespeare ad Antonio Fogazzaro del Piccolo mondo antico, dal poeta Giacomo Zanella a Virgilio Scapin, il libraio di Contrà Do’ Rode che mischiava la scrittura e il baccalà, i calici di torcolato e i cammei preziosi nei film di Pietro Germi o Ettore Scola.

L’autore ripercorre l’ultimo secolo di storia vicentina partendo dal soggiorno di Friedrich Nietzsche in un hotel di Recoaro, semplice e modesto e a buon mercato, per chiudere con Fernando Bandini, che se ne andò la mattina di Natale del 2013 dopo avere lasciato poesie bellissime dedicate spesso alla sua città. E ancora Neri Pozza, scrittore e anche editore, e Gigi Ghirotti, scomparso prematuramente per quello che in quegli anni si definiva un male incurabile.

Paolo Lanaro, nato a Schio, vive a Vicenza, dove ha insegnato filosofia nei licei. Ha pubblicato numerosi libri e raccolte di versi. Su di lui hanno scritto importanti giornali italiani, tra cui La Repubblica, Il Manifesto, Il Messaggero, Il Sole 24 ore, Il Corriere Veneto, Panorama, La Stampa. E’ membro ordinario dell’Accademia Olimpica di Vicenza. Nel dicembre 2013 ha dato alle stampe per le edizioni dell’Accademia un volumetto di traduzioni insieme a Fernando Bandini e Giorgio Faggin. Nel 2014 ha pubblicato per Cierre un romanzo autobiografico, Una tazza di polvere. Il libro La città delle parole verrà presentato a Palazzo Cordellina nel prossimo mese di settembre.

Alessandro Scandale

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