lunedì , 14 Giugno 2021

Giro d’Italia, è la volta della tappa di Marostica

Dopo Vicenza, città di arrivo della dodicesima tappa, e Montecchio Maggiore, partenza della tredicesima, è il turno domani di Marostica, chiamata ad ospitare la partenza della quindicesima tappa del Giro d’Italia 2015. Il grande ciclismo internazionale accende dunque, per la terza volta in pochi giorni, i riflettori sulla nostra provincia, con una tappa di grande suggestione sia nella partenza che nel suo proseguimento, quasi tutto di montagna, con l’arrivo stabilito a Madonna di Campiglio e l’uscita definitiva dunque dal Veneto, per quest’anno, della carovana rosa.

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La Piazza degli Scacchi di Marostica

E’ la quarta volta, nella sua storia, che il Giro d’Italia sceglie Marostica, dove tutto è pronto già da giorni. I corridori faranno la loro passerella nella Piazza degli Scacchi, dopo la firma del foglio di partenza, per poi raggiungere la provinciale al di là del Castello Inferiore dove sarà dato il via. Quella di Marostica sarà una tappa quanto mai importante perché porterà i girini nel cuore delle Alpi. Nei 165 chilometri del percorso i corridori dovranno superare, infatti, un dislivello di 3900 metri con tre traguardi della montagna: il primo alla Fricca, a 1096 metri, il secondo a Passo Daone (1291 metri) ed il terzo all’arrivo di Madonna di Campiglio. Partita da Marostica la carovana del Giro attraverserà, per quanto riguarda la provincia di Vicenza, i Comuni di Mason, Breganze, Thiene, Piovene Rocchette, Cogollo del Cengio, Arsiero, Pedescala e Lastebasse, per entrare quindi nel Trentino.

La presenza del Giro d’Italia nella città degli scacchi (in questa pagina le modifiche alla viabilità che si sono rese necessarie) ha mosso anche tutta una serie di iniziative volte ad animare questi giorni. Ad esempio, questa sera vi sarà la “Notte rosa”, che vivrà il suo momento magico nel concerto “Un Giro di…do” organizzato da Roberto “Apo” Ambrosi. Le vie del centro di Marostica saranno animate da band musicali, da espositori e da iniziative singole, con negozi aperti fino a tardi. A partire dal 24 maggio e fino al 31 sarà possibile invece visitare una mostra dedicata a Giovanni Battaglin presso la sala Sindaco, nel Castello Inferiore, dove verrà esposta una serie di foto del ciclista marosticense, con la maglia rosa conquistata nell’81 e le bici utilizzate durante in carriera. Sempre domani, domenica 24, prima della partenza della tappa del Giro, nel sagrato della chiesetta del ciclista sarà inaugurato il monumento dedicata all’ex commissario tecnico della nazionale, Alfredo Martini, scomparso il 25 agosto dello scorso anno. Hanno già confermato la loro presenza all’inaugurazione i campioni del mondo Fondriest, Argentin, Bugno, Moser e Saronni.

Per quanto riguarda invece la storia del Giro d’Italia a Marostica, la prima volta fu quella del 1994, con la decima tappa tutta marosticense. Racconta Gaetano Lunardon, ex ciclista e grande animatore di eventi ciclistici, che l’allora fresco patron del Giro, il salernitano Carmine Castellano, stanco di leggere gli articoli del giornalista Beppe Conti, che anticipava la presentazione del calendario delle tappe del Giro, gli giocò un brutto scherzo. La tappa con arrivo a Marostica doveva partire da Merano (“Vedrai che scherzo gli faccio”, Castellano telefonò un giorno a Gaetano) e nel giro di una settimana stravolse il programma. Così la Merano-Marostica diventò la Marostica-Marostica con 115 chilometri corsi lungo il circuito de La Rosina. La vinse l’uzbeco Djamolidine Abdoujaparov in due ore 33’07” , alla media di chilometri 45,064. Secondo e terzo due italiani: Giovanni Lombardi e Fabio Baldato.

Quindi il 6 giugno del 1996, il Giro ritornò, con la seconda tappa, con arrivo a Marostica. Si trattò di una gara a cronometro, da Vicenza alla città degli scacchi, di 62 chilometri, che fu vinta dal russo Evgenij Berzin in un’ora 13’59”, alla media di chilometri 50,282. Il primo italiano, Stefano Faustini, arrivò quinto dopo lo spagnolo Manzano, il russo Gontchenkov e l’altro russo Tonkov. Poi, nel 2003, vi fu la terza volta. Era la tredicesima tappa di quel Giro, e portò i ciclisti da Pordenone a Marostica dopo un percorso di 149 chilometri. Tagliò il traguardo per primo, davanti alle mura del Castello inferiore, Alessandro Petacchi, che pedalò per tre ore 38’58” con una media di chilometri 40,828. Lo seguirono in seconda e terza posizione Daniele Bennati e Stefano Garzelli.

Marostica è da sempre, del resto, terra di ciclisti, ma sono due le perle che brillano nel firmamento italiano ed internazionale di questo sport: Giovanni Battaglin e Tatiana Guderzo. Giovanni Battaglin ha cominciato a mietere successi già da dilettante. Nel 1972, infatti vinse il Giro d’Italia della sua categoria. Diventato professionista l’anno dopo, vinse , nel 1974, il Giro dell’Appennino, conseguendo, negli anni successivi , altri importanti successi. Ma fu il 1981 l’anno del suo massimo fulgore con la vittoria del Giro d’Italia e della Vuelta de España, un risultato colto, prima di lui, solo da Eddy Merckx. Tatiana Guderzo ha invece al suo attivo tutta una serie di brillanti prestazioni fra cui spiccano l’oro ai mondiali di Mendrisio nel 2009, i due argenti nella cronometro di Zolder del 2002 e nella corsa in linea a Verona, nel 2004 , oltre al bronzo nella corsa in linea alle Olimpiadi di Pechino del 2008.

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