Elezioni Regionali, chiesto ai candidati un gesto di civiltà

E’ partita nei giorni scorsi una campagna di civiltà dal titolo “A fare il Veneto comincia tu”, rivolta ai sei candidati alla presidenza della Regione Veneto ai quali viene chiesto un impegno a favore dei diritti dei cittadini Lgbt e contro la strisciante omofobia che da troppo tempo purtroppo caratterizza il nostro paese. E’ stato inviato ai sei candidati un documento, contenuto nella piattaforma Come out, che richiede loro, partendo da riferimenti legislativi precisi, la sottoscrizioni di impegni coerenti con queste disposizioni. Insomma si tratta semplicemente di rispettare le leggi, e la campagna vuole appunto mettere davanti alle proprie responsabilità chi si candida alla guida di una delle più importanti Regioni italiane.

“Chiamiamo la politica – ha spiegato Alex Cremonesi, presidente Arcigay Verona – a prendere chiari impegni verso i cittadini Lgbt in maniera trasversale perché è tempo che anche la Regione Veneto prenda atto della realtà e dei compiti che le spettano. La campagna vuole promuovere un voto consapevole senza prese di partito, dando la possibilità a tutti i candidati di esprimersi. La sottoscrizione degli impegni contenuti nella piattaforma Come out è però importante per tutti gli elettori: da sempre i diritti Lgbt di un Paese sono un termometro politico che riflette la condizione di altre categorie della popolazione quali le donne, i bambini, gli anziani, e in generale le minoranze e le categorie richiedenti maggior tutele. Non a caso nel Nord Europa, all’avanguardia da sempre per le sue politiche inclusive e paritarie nei confronti dei cittadini Lgbt, la condizione della donna, delle famiglie, dei bambini e degli anziani è a standard elevatissimi. Questa innegabile correlazione è palese più o meno in tutti i paesi del mondo. Per questo riteniamo che sia di primario interesse per tutti gli elettori sapere se il loro candidato ha sottoscritto la piattaforma».

La prima sottoscrizione ad arrivare (e speriamo davvero non rimanga l’unica) è stata quella di Jacopo Berti, candidato del Movimento Cinque Stelle, che ha firmato ufficialmente l’impegno. Tra l’altro Berti lo ha fatto proprio alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omofobia, che si celebra oggi, 17 maggio. “Quale miglior messaggio, espresso senza se e senza ma” ha commentato Anna Barbara Grotto, attivista Lgbt vicentina, fra gli organizzatori del Vicenza Pride 2013 ed ora tra i fautori della campagna A fare il Veneto comincia tu.

“A Vicenza – continua la Grotto – abbiamo già avuto modo di toccare con mano la vicinanza del Movimento 5 Stelle alle tematiche per il riconoscimento dei diritti e la tutela delle persone Lgbt: Francesca Businarolo e Silvia Chimienti sono intervenute, in prima persona e con dichiarazioni, a fianco delle attività sul nostro territorio di Arcigay Vicenza. Un plauso a loro, quindi, e a Jacopo Berti, che anche sul tema dei diritti civili agisce senza filtri e senza compromessi”.

Quanto al candidato a 5 Stelle, Berti non ha dubbi. “Quello dei diritti civili – ricorda – è un tema sul quale il M5S si è rivelato essere l’unica forza politica coerente. Mentre il centrodestra di Lega e FI si oppone ai diritti degli omosessuali e il Pd li prende in giro annunciando provvedimenti che rimanda puntualmente, noi abbiamo ascoltato i cittadini. La politica non deve permettersi di decidere come è giusto amare. La sfera intima delle persone non deve essere invasa dalle istituzioni. Spetta ai cittadini decidere su temi così personali, non ai partiti. Per questo il M5S ha consultato democraticamente online i suoi iscritti, i quali a maggioranza hanno votato a favore della parità di diritti fra le coppie etero e quelle omosessuali. Questo mi ha reso felice, perché da sempre sono al fianco della comunità Lgbt, e porteremo avanti questa battaglia”.

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