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Costabissara si divide sul caso del Mama L’Oca

C’è una questione, vecchia come la nostra società dei consumi e dell’intrattenimento, che fa discutere anche animatamente nel vicentino. E’ la solita storia del locale notturno pieno di giovani (forse un po’ troppo esuberanti ma è giusto talvolta che sia così) che si è attirato gli strali di chi non sopporta il rumore ed anche di chi mette fin troppo al centro dell’esitenza una morale un po’ bacchettona. Comunque, parliamo di Costabissara, ed il locale è il Mama L’Oca, dove si ascolta musica rock e forse si fa un po’ di baldoria, rimanendo comunque, crediamo, nei binari del lecito. I vicini si sono lamentati? C’è da giurarci che la storia sia sempre la stessa: intrattenimento per i giovani, ed in generale per chi ama un po’ uscire dalla routine e dalla noia, oppure la tutela di una rassicurante quiete, anche se annegata nel conformismo?

In questo contesto cresce in questi giorni anche la polemica tra i gestori del Mama L’Oca e il Comune di Costabissara, che è il proprietario del posto. Cristiano Antonini, che gestisce il locale da 13 anni, ha organizzato un incontro aperto ai cittadini, fissato per giovedì 14 maggio. “Faremo chiarezza – annuncia – su tante cose e dimostreremo quanta gente ci tiene al proseguimento della nostra attività”. Nell’incontro i gestori spiegheranno la loro versione della vicenda, che da più di un anno li contrappone all’amministrazione, anche per vie legali, dopo la decisione del Comune di non rinnovare loro il contratto d’affitto.

Una decisione che ha portato il caso ad avere anche una eco mediatica. Ben 500 persone inoltre hanno firmato una petizione a sostegno del locale, e più di mille hanno aderito all’incontro di giovedì tramite Facebook. “Molti residenti – dice Antonini -, famiglie, anziani e persone da tutto il Veneto vengono a darci il loro sostegno. Ieri, un cliente da Treviso ha fatto un’ora di macchina solo per venire a firmare”. Quanto all’amministrazione comunale di Costabissara, ha già spiegato la sua posizione con un comunicato stampa. I motivi del contrasto con i gestori sono dovuti a “inadempienze contrattuali di vario tipo, contestate nel tempo ai gestori” e alla trasformazione, senza le necessarie autorizzazioni, del bar in un posto di pubblico spettacolo.

Ma il pomo della discordia sembra essere soprattutto un altro. Secondo Maria Cristina Franco, sindaco di Costabissara, i gestori avrebbero permesso la realizzazione, nei locali al primo piano del Centro culturale comunale “Elisa Conte”, di un filmato dai contenuti scabrosi e volgari. “Vi sembra possibile – si legge nella nota – che un’amministrazione comunale possa soprassedere e non contestare ai gestori un fatto umanamente ed eticamente deplorevole una volta scoperto?”.

Al sindaco, risponde senza mezzi termini Antonini che parla di “rapporti difficili” e di  una “mancata volontà di dialogo” dell’amministrazione registrati da più di un anno. E per quanto riguarda il filmato, Antonini replica dicendo che le cose sono state fatte in modo regolare. “È una sala – dice – pubblica, che ho affittato a singoli o associazioni diverse volte e sempre in modo regolare. Fare il guardiano di quello che succede ogni minuto non rientra nei miei doveri”. Altra questione che non lascia indifferente il gestore del Mama L’Oca è la lettera anonima ricevuta e protocollata dal Comune nel 2014, nella quale si parla del locale come un luogo di “satanismo” e “perdizione”.

“Alcuni clienti – risponde Antonini – si stanno organizzando per fare una denuncia multipla verso questa lettera diffamatoria: si sono sentite tutti offesi per queste falsità, per giunta protocollate dal Comune”. Gli attuali gestori comunque non si danno per vinti. “Venerdì scorso – riferisce Antonini –, in un incontro, l’amministrazione ha ribadito che se vogliamo possiamo partecipare al bando di gara ”. Ma l’intenzione del Comune di fissare dei nuovi paletti per i prossimi gestori che rendano il locale più vicino ad un centro ricreativo, lasciano poche speranze al Mama L’Oca.

“Leggeremo e valuteremo bene il bando – conclude il gestore – perché, se le condizioni sono queste, a noi non interessa. Poi vigileremo su tutto: sul concorso, a chi daranno l’appalto di gestione e se ci sono parentele o quant’altro. Comunque, nel caso, ce ne andremo con il locale pieno, nessun debito e migliaia di persone che ci sostengono”.

Martina Lucchin

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