Economia

Banca Popolare di Vicenza, oggi Cda decisivo

Oggi è un giorno delicato, importante, per Banca Popolare di Vicenza. Si riunisce infatti Consiglio d’amministrazione, chiamato a decidere quale strada l’istituto di credito dovrà prendere per garantirsi un futuro senza quelle nubi minacciose che si sono invece addensate sul suo presente. Nella riunione di oggi del Cda della Popolare saranno anche formalizzate quelle dimissioni del consigliere delegato, Samuele Sorato, delle quali si parla con insistenza da giorni e sulle quale non è stato reso noto un motivo certo.

Samuele Sorato
Samuele Sorato

Sorato è stato nominato amministratore delegato (o consigliere delegato, la differenza non è sostanziale) da soltanto tre mesi. Prima aveva ricoperto la carica di direttore gemnerale di banca Poolare di Vicenza per sette anni, e da tredici anni era in forze all’istituto di viale Mazzini. Per queste sue dimissioni, che comunque il Cd oggi potrebbe perfino respingere, si è parlato di incomprensioni con il presidente, Gianni Zonin, di risultati che negli ultimi tempi non sono stati incoraggianti, forse entrambe le cose. Certo è che le cattive notizie ultimamente non sono mancate. Banca Popolare di Vicenza, come del resto molti altri istituti di credito, ha chiuso l’ultimo bilancio con pesanti perdite, ben 758 milioni di euro.

Gianni Zonin
Gianni Zonin

Per il Gruppo Bpv nel suo complesso, si parla inoltre di esuberi, almeno 200, e di filiali da chiudere, almeno 150, questioni su cui c’è una serrata trattativa sindacale in corso. Senza contare le pressioni ed il fiato sul collo da parte della Banca centrale europea, che ha passato al vaglio le scelte della banca vicentina, e per alcuni aspetti continua a farlo. E poi gli azionisti grandi e piccoli, con questi ultimi decisamente arrabbiati e battaglieri, sostenuti anche dalle associazioni dei consumatori, per la svalutazione delle loro azioni.

A far da sfondo al tutto c’è inoltre la recente legge, voluta dal governo Renzi, che impone la trasformazione in Spa delle Banche popolari. Per la Popolare di Vicenza si parla anche da tempo, come molti sapranno, di una fusione con Veneto Banca, cosa che, oltre ad agevolare l’onere della quotazione in borsa per entrambe, consentirebbe forse di limitare anche i danni, magari riducendo il numero di fliliali da chiudere e quello degli esuberi. Quello che resta ancora da capire è il come questa fusione potrebbe avvenire, se insomma sarà “paritaria” o se vi sarà uno dei due istutiti a prevalere in qualche modo. Del resto è sempre questo il problema nei “matrimoni” tra soggetti economici, ed è questo l’aspetto su cui occorre lavorare di più e che crea le maggiori difficoltà.

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