giovedì , 21 Ottobre 2021

Apindustria: bene il no europeo al reverse charge!

Sospiro di sollievo per tante piccole e medie imprese, grazie alla bocciatura arrivata dalla Commissione Europea sul reverse charge, il meccanismo di applicazione dell’Iva, previsto dalla legge di Stabilità, sulle forniture verso la grande distribuzione che avrebbe penalizzato, in particolare, le imprese manifatturiere. Se la misura fosse stata autorizzata dalla Unione Europea le aziende fornitrici della grande distribuzione si sarebbero trovate a pagare l’imposta sui propri acquisti, salvo poi non riscuotere l’Iva nelle vendite, cosa che avrebbe creato squilibri finanziari da gestire tramite, non certo agevoli, pratiche di rimborso.

Flavio Lorenzin
Flavio Lorenzin

“Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione – ha commentato Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza – perché la decisione arrivata dall’Europa rende giustizia alle nostre imprese, che sarebbero state danneggiate da un recupero di Iva a medio o lungo termine, dovendo contare su meno liquidità a disposizione durante l’anno”.

Per la Commissione non ci sono nemmeno prove sufficienti che la misura richiesta avrebbe contribuito a contrastare le frodi, forse ne avrebbe addirittura aumentato il rischio. “Insieme alle sacrosante valutazioni, nel merito, sul reverse – ha aggiunto Lorenzin – auspichiamo che lo stesso avvenga per lo split payment”. Si tratta della scissione dei pagamenti nelle forniture verso la Pubblica amministrazione, che secondo molti rappresenta un’altra “piaga” introdotta dall’ultima legge di Stabilità e già in vigore da inizio anno, pur nelle more del placet di Bruxelles.

In base alla scissione dei pagamenti, lo split payment appunto, lo Stato e gli enti pubblici si sono attribuiti il diritto di trattenere l’Iva dovuta ai proprio fornitori, che invece l’Iva sui propri acquisti la pagano subito. Tutto questo, è ovvio, non fa che aumentare così le tensioni finanziarie in capo alle imprese, senza trascurare, peraltro, l’insorgere di nuove complicazioni per tutti, Pubbliche amministrazioni comprese.

“Bene, infine – conclude il presidente di Apindustria Vicenza -, anche l’annuncio del Governo mirato a scongiurare l’aumento della accise previsto dalla clausola di salvaguardia in caso di bocciatura. Discutibile, però, questo modo di legiferare per tentativi, che cozza con le esigenze di certezza e di semplificazione di cui si sente l’estremo bisogno”.

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