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Zaia: bacino di Caldogno pronto entro l’anno

Una spesa di 17 milioni di euro, per un’area interessata di 110 ettari e una portata di 3,8 milioni di metri cubi d’acqua. Sono questi i numeri essenziali riguardanti il bacino di laminazione di Caldogno, una delle opere la cui realizzazione è più attesa nella nostra provincia, e nell’area di Vicenza in particolare, perché tra quelle che dovrebbero mettere in sicurezza la zona in caso di alluvione. E nel cantiere del bacino c’è stato oggi il sopralluogo della Regione Veneto, per verificare come procede il tutto. la tabella di marcia dei lavori, salvo imprevisti purtroppo sempre da mettere in conto, dovrebbe consentire il funzionamento dell’impianto già alla fine di quest’anno l’anno.

Luca Zaia
Luca Zaia

“La definirei un’opera faraonica, in senso positivo, per il Veneto – ha commentato durante il sopralluogo il presidente della Regione, Luca Zaia -, erano 80 anni che non si realizzavano interventi per la messa in sicurezza idraulica del nostro territorio. In 5 anni, lo ricordo, abbiamo aperto 925 cantieri per l’alluvione. L’invaso permette di laminare le portate di picco del torrente Timonchio a Caldogno, tagliando l’onda di piena invasando un volume di 3.8 milioni di metri cubi d’acqua, in modo che a valle giunga una portata compatibile con la capacità del corso d’acqua così da evitare le tracimazioni e le inondazioni. Un sistema semplice che consente di ridurre del 75% il rischio alluvionale su Caldogno e in generale sull’area di Vicenza”.

Merita anche porre l’accento su un’altro aspetto, ovvero il fatto che, per la disponibilità dei terreni, sia stato applicato inoltre un nuovo modello che prevede che gli agricoltori non siano espropriati delle terre ma indennizzati delle perdite. Rimarranno quindi proprietari del terreno agricolo, che sarà coltivato e allagato solo nei casi eccezionali e qui scatterà appunto l’indennizzo. Questo modello  potrà apportare anche benefici per il terreno sul piano della sua fertilità, grazie al limo.

“Siamo lieti – ha concluso Zaia – di aver intrapreso questa strada, sulla quale continueremo per un progetto complessivo di messa in sicurezza dell’intero territorio. Resta però l’amaro in bocca per una Regione che ha finanziato interventi, ha messo a regime 50 milioni di euro l’anno per le grandi opere idrauliche, ha gestito un’alluvione con soli 360 milioni di euro, di cui 100milioni a famiglie e imprese, ma ha anche presentato un piano generale da 2.5 miliardi che resta ancora senza risposta da Roma. Solo allora il Veneto sarà davvero sicuro. Noi stiamo facendo la nostra parte ma il governo nazionale non può chiamarsi fuori”.

Costantino Toniolo
Costantino Toniolo

Al sopralluogo di questa mattina era presente anche il consigliere regionale Costantino Toniolo, che ha sottolineato l’importanza che “la prima vasca del bacino di Caldogno sia attiva già per questo autunno, come avevo chiesto, ed entro Natale vi sia il collaudo definitivo”.

“E’ la prima grande opera – ha aggiunto – ad essere completata dopo l’alluvione del 2010, perché qui gli amministratori locali sono molto attenti e reattivi e sanno mediare con i loro cittadini: mi riferisco in particolare agli amministratori di Caldogno e Villaverla. Da parte mia c’è sempre stata la massima attenzione verso il bacino di Caldogno, e ho sempre esortato le cariche esecutive di Giunta e gli uffici della Regione a fare presto, anche a costo di sembrare antipatico e fare il rompiscatole della situazione. Che ci sia almeno una vasca in funzione o che non vi sia fa una grande differenza per questa zona: con la vasca in funzione significa fermare 2 milioni di metri cubi d’acqua e non avere danni. Senza vasca, si salvi chi può come è avvenuto nel 2010”.

“E evidente – ha poi concluso Toniolo – che una maggiore sicurezza per Vicenza l’avremo nel 2016, con la seconda vasca in funzione e con il bacino di viale Diaz più a valle, anch’esso in funzione. Ora, in chiusura di legislatura, ci troviamo con lavori su quattro bacini di laminazione nel Vicentino: Caldogno, Trissino, viale Diaz e ampliamento Montebello. Manca il quinto, quello di Marola sul fiume Tesina, che mi impegno a seguire e a far realizzare nella prossima legislatura!”

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