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Vicenza presto città con referendum a quorum zero

Vicenza sarà tra le poche città in Italia a prevedere la possibilità di celebrare un referendum senza l’incubo del quorum, ovvero quel numero minimo di votanti, la metà più uno, che ha furbescamente consentito di disinnescare tante volte in Italia un quesito referendario scomodo. Il primo caso, e più famoso, fu l’invito di Craxi ad andare al mare. Era l’inizio degli anni novanta e si doveva decidere sulla preferenza unica in materia elettorale. Gli andò male quella volta, gli italiani fecero raggiungere il quorum a quel referendum e fu forse l’inizio della fine per la così detta Prima Repubblica. In altre occasioni successive invece andò meno bene e chi vedeva un referendum come il fumo negli occhi, è riuscito spesso a farlo fallire invitando all’astensione, sommando quindi i voti dei contrari a quelle dell’astensionismo fisiologico.

A parte gli esempi storici comunque, è bene che finalmente si vada verso il superamento di queste forche caudine nell’istituto referendario e a Vicenza si dovrebbe quindi andare in questa direzione  con il nuovo Regolamento degli istituti di partecipazione, che è stato vagliato dalla commissione Affari istituzionali e dalla giunta e che verrà discusso nel prossimo Consiglio comunale già fissato per martedì 5 maggio. Sarà il primo argomento in agenda per altro, subito alle 16.30, sarà il nuovo Regolamento degli istituti di partecipazione, documento già discusso in commissione consiliare  lunedì 27 aprile e licenziato dalla giunta nella seduta di ieri, 28 aprile.

Jacopo Bulgarini d'Elci
Jacopo Bulgarini d’Elci

“La commissione ha fatto un importante lavoro non solo per la modifica del Regolamento degli istituti di partecipazione ma anche per l’istituzione del consiglio degli stranieri. In entrambi i casi si è trattato di due lasciti politici progettati nel precedente mandato amministrativo del sindaco Variati, già inseriti nello statuto riformato, ma privi all’epoca di regolamenti attuativi” ha commentato dichiarato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci che, insieme al consigliere comunale Valter Bettiato Fava, presidente della commissione Affari istituzionali, ha illustrato oggi alla stampa il regolamento.

“Vicenza – ha continuato il vicesindaco – è una delle poche amministrazioni italiane ad avere avuto il coraggio di istituire il quorum zero per il referendum consultivo, a cui lo statuto affianca anche il propositivo, l’abrogativo e l’abrogativo-propositivo. Il quorum zero sancisce una forte spinta alla partecipazione e spinge quindi i contrari al referendum a votare piuttosto che preferire l’astensione: sono previsti, per questo motivo, i comitati contrari al referendum. Inoltre il regolamento prevede 90 giorni di tempo per la raccolta di 5 mila firme, tempo che ritengo utile a coinvolgere quanti credono nelle motivazioni del referendum stesso. Il sistema di indizione del referendum previsto dal regolamento prevede anche un sistema di contenimento dei costi, abbinando il voto alle elezioni regionali o politiche, mentre non è possibile l’abbinamento alle amministrative, opportunità quest’ultima vietata dalla legge nazionale. Questo meccanismo ipotizza una spesa di 50 mila euro per referendum conto i 400 mila previsti per un’indizione autonoma”.

Valter Bettiato Fava ha invece descritto le recenti modifiche inquadrandole all’interno del regolamento già approvato. “L’ammissibilità del referendum – ha detto – sarà valutata, entro 30 giorni, da un comitato di esperti, che resterà in carica per l’intero mandato amministrativo, composto da tre membri, il segretario generale e due persone nominate una dalla maggioranza e una dalla minoranza. La raccolta delle 5 mila firme dovrà avvenire in 90 giorni esclusi agosto e il periodo natalizio. Il contenimento dei costi è dovuto non solo all’abbinamento alle elezioni regionali, europee o politiche ma anche alla procedura di comunicazione del referendum il cui supporto verrà dato dall’amministrazione comunale. Inoltre il referendum a quorum zero prevede la possibilità che venga costituito un comitato contrario”.

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