lunedì , 26 Aprile 2021

Tognazzo legge “Un anno sull’altipiano”

Mercoledì 8 aprile nella Sala Parrocchiale di Poianella, frazione di Bressanvido, si è tenuto uno dei tanti appuntamenti della rassegna “Primavera Fioriscono Letture” organizzata da Arteven. Filippo Tognazzo, l’attore professionista che è anche direttore artistico della compagnia teatrale “Zelda”, si è cimentato nella lettura di alcuni passi significativi del libro di memorie di Emilio Lussu “Un anno sull’altipiano”.

Filippo Tognazzo e Claudio Conforto
Filippo Tognazzo e Claudio Conforto

Ad accompagnarlo alla tastiera Claudio Conforto, compositore, che ha saputo rievocare al momento giusto marcette, fanfare e all’occorrenza canti di montagna. L’incontro, piuttosto appassionato grazie all’immedesimazione di Tognazzo, ha ripercorso così gli eventi bellici della prima guerra mondiale tra il giugno del 1916 e il luglio 1917 sugli Altipiani trentino-veneti.

Le parole disincantate di Lussu, ufficiale della Brigata Sassari, riecheggiavano con forza nell’aria e il silenzio regnava sovrano: nessuno fiatava, avvinto dalla prosa di uno dei libri più belli che il Novecento ci ha regalato. «Presa una trincea, bisognava conquistarne un’altra», dopo quella dei “gatti rossi” toccava a quella dei “gatti neri” e poi quella dei “gatti verdi”. L’ufficiale Lussu non è un vanaglorioso, nel suo racconto emerge un’umanità schiacciante, una dignità di uomo consapevole che la guerra è solo morte, una capacità di sopportazione grande. «Per noi il Carso era ormai diventato insopportabile. Ogni palmo di terra ci ricordava un combattimento o la tomba di un compagno caduto». L’incontro con uno degli alti papaveri, sospettoso riguardo la mancanza di ferite, fornisce lo spunto per una critica serrata a quella grande “carneficina” che è il combattimento.

«In guerra non si è sicuri di niente signor generale. Neppure di essere sicuri». Solo a fine serata si è riusciti a cogliere l’intento di quel “momento” letterario: perché riportare in vita le parole di uomini scomparsi da tanti anni? Troppe volte si ha come una “morsa” allo stomaco, una sensazione dolorosa: è servito a qualcosa il sacrificio di questi uomini? Ascoltare Lussu attraverso la calda voce di Tognazzo è utile soprattutto perché ci riporta in “sintonia” con la nostra storia più recente, ci aiuta a capire le radici profonde dell’animo umano. «Non è vero che l’istinto di conservazione sia una legge assoluta della vita. Vi sono dei momenti, in cui la vita pesa più dell’attesa della morte».

Camilla Bottin

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