venerdì , 7 Maggio 2021
Ghassan Kanafani

Schio, un abbraccio di pace al mondo arabo

In un momento particolarmente delicato per le relazioni tra il mondo occidentale e quello arabo, ben vengano quelle iniziative che spargono semi di pace e comprensione tra i popoli, in netto contrasto con le contrapposizioni e gli scontri di civiltà di cui le cronache giornaliere sono ormai fitte. Al circolo operaio di Magrè di Schio martedì 7 aprile alle 20.30 l’associazione per la pace di Schio propone un incontro con Omar Suleiman, attore, narratore e mediatore culturale che presenterà lo spettacolo La terra degli aranci tristi, tratto dall’omonima raccolta di brevi racconti dello scrittore palestinese Ghassan Kanafani.

A presentare la serata sarà  Bassima Awad, presidente dell’istituto di cultura italo-palestinese. Fin dagli anni ’80, Suleiman è impegnato in Italia come portavoce delle condizioni di vita dei propri connazionali in Palestina e nei campi profughi, organizzando eventi politici e culturali. Allo spettacolo seguirà un momento conviviale con assaggio di dolci palestinesi e di arance. Ingresso 5 euro, che in parte saranno devoluti a progetti a favore di donne e bambini palestinesi.

aranci“La terra degli aranci tristi e altri racconti è una raccolta di dieci racconti brevi composti tra il 1956 e il 1962, anni che segnano Kanafani la cui vita è rappresentativa della resistenza contro l’occupazione e per il ritorno in patria – dice Odilla Dal Santo, dell’associazione scledense – . In questi racconti Kanafani porta alla luce la pulizia etnica, il dramma della vita da profughi, la volontà di reagire. Il racconto che dà il titolo alla raccolta, La terra degli aranci tristi, è autobiografico nel senso che descrive l’esodo a cui è stato costretto con la sua famiglia”.

Kanafani era un giornalista, romanziere e scrittore di racconti palestinesi nato ad Acri nel 1936. Nel 1948, il giorno del suo dodicesimo compleanno si compì il massacro di civili palestinesi nel villaggio di Deir Yassin ad opera di bande armate ebraiche. Pochi giorni dopo la famiglia scelse la via dell’esilio in Libano e poi a Damasco. La speranza era quella di tornare in patria ma la sua vita fu un esilio permanente. Gli studi di letteratura andarono di pari passo con la passione per la pittura e il disegno e l’insegnamento presso un campo profughi palestinese gestito dalle Nazioni Unite. In questa realtà crebbe il suo impegno politico per la causa palestinese.

Al momento della sua prematura morte Ghassan aveva già pubblicato diciotto libri e centinaia di articoli sulla cultura, la politica e la lotta del popolo palestinese. In questo contesto nacque La terra degli aranci tristi, che racconta la storia che lo stesso scrittore vive in prima persona, un percorso verso una consapevolezza politica che riconduca alla Palestina.

“L’8 luglio del 1972 Kanafani fu ucciso a Beirut con un’autobomba da agenti israeliani insieme a sua nipote Lamis di 16 anni – conclude Dal Santo – . Aveva solo 36 anni. Quanto avrebbe potuto ancora dare se gli fosse stato permesso di vivere più a lungo?”

Alessandro Scandale

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