Recoaro ed il suo Stabilimento termale - Foto: Lucamenini (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en)
Lo stabilimento termale di Recoaro in una immagine d'archivio - Foto: Lucamenini (CC 3.0)

Recoaro, nessuna svendita per le Terme

“Nella legge che avevo proposto e che è stata approvata sulla chiusura di alcune società regionali improduttive, vi era l’intento di valorizzare, non di svendere le Terme di Recoaro. Così finalmente avverrà”. E’ questo il commento di Costantino Toniolo, presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale del Veneto, alla notizia che palazzo Balbi ha approvato oggi la prevalutazione di una “proposta di adesione al fondo immobiliare ad apporto pubblico per la valorizzazione del termalismo veneto”, e in particolare per il complesso termale di Recoaro.

Costantino Toniolo
Costantino Toniolo

“La legge per la chiusura delle società improduttive – prosegue Toniolo – ha obbligato la giunta regionale a prendere delle decisioni di fronte ad un continuo decadimento del complesso di Recoaro Terme. Uno shock alla lunga positivo, che purtroppo ai più è risultato impopolare facendo anche barcollare un po’ l’esecutivo regionale, ma che ora comincia a dare i suoi frutti”.

“In politica – spiega Toniolo -, quando si amministra, bisogna avere il coraggio di decidere, l’immobilismo è sempre e comunque deleterio soprattutto quando di mezzo ci sono persone che lavorano, investimenti, fondi, aziende e forti perdite economiche che pagano di tasca loro tutti i cittadini veneti”.

Toniolo ha raccolto in questi ultimi mesi le richieste del territorio, in particolare quelle formulate dai sindaci e soprattutto dal primo cittadino di Recoaro Terme, Giovanni Ceola, che nel pomeriggio si è detto soddisfatto per l’accoglimento delle richieste formulate dai comuni.

“In Regione – ha aggiunto il consigliere – sono arrivati nel 2014 un paio di documenti in cui i sindaci, in rappresentanza della popolazione, ci hanno chiesto espressamente di risolvere il problema delle terme che stanno andando in rovina, soprattutto a causa di gestioni scellerate e irresponsabili del passato. Documenti che suggerivano alla giunta di aderire al Progetto patrimonio comune. L’iniziativa  vede la partecipazione di una merchant bank internazionale di consulenza specialistica in ambito immobiliare. Questa società ha proposto a gennaio, in Regione, un progetto di valorizzazione del settore del termalismo veneto. Ciò porterebbe alla costituzione di un fondo immobiliare di apporto pubblico.

“Ora gli uffici regionali dovranno valutare l’iniziativa nei dettagli – ha concluso Toniolo -,e la decisione sarà della prossima giunta. Per quanto mi riguarda è una vittoria: non si svende, non si chiude il presidio sanitario, ma si valorizza secondo le necessità dei comuni e dei cittadini dell’alta valle dell’Agno, rispettando le tasche di tutti i veneti che, incolpevoli da anni, erano costretti a pagare i debiti di una società che non funzionava”.

2 Commenti

  1. Ciao report, oggi ho visitato le fonti termali di recoaro e, all’entrata non c’era nessuno, va be’ si entra gratis, entro alle fonti e anche li non c’era nessuno, acqua gratis. Ma la cosa strana e’ che adesso si usufruisce del parco e si consuma l’acqua gratis. Di visitatori ce n’erano si e no una ventina. Premetto che le fonti le frequento da più di trent’anni ed erano sempre affollate. Adesso con questa gestione si entra e si consuma gratis, non cera nessuno. che solitudine.

  2. Carissimo consigliere Toniolo, ma dove era lei quando i suoi colleghi di partito che hanno gestito le nomine degli amministratori unici delle Terme di Recoaro spa per AMMINISTRARE IN MODO SCELLERATO?? Li avete messi li voi! Per amministrare bisogna decidere, bravo!! Decidere non certo sulla testa della gente che vive di quello che lei e voi non sapete amministrare!! Perché non ha fatto la sua famosa legge ad inizio mandato così poteva seguire fino alla fine dell’iter i danni generati, senza demandare ora la responsabilità a terzi che verranno dopo di lei?? BASTAVA AMMINISTRARE!! E non chiudere gli occhi o anche tutti e due, o come fa lei buttare il sasso e no capire le conseguenze!! Forse era troppo impegnato a trovare la soluzione per dare a dei privati di Caldogno 3ML per la passione dei cavalli, fatalità nel paese dove lei è stato sindaco! Oppure diamo ad una cooperativa 3,5 ML per fare una birreria per “DISABILI” nel trevigiano?? Ma poi davvero una merchant bank internazionale ha bisogno dei soldi nostri per formulare un piano industriale? 20.000 Euro per mezza risma di carta con un piano che non sta in piedi neanche se lo plastifica!! Numeri a caso… ma DAVVERO SIAMO MESSI COSI’ MALE?? AMMINISTRARE fare i conti veramente!! Non giocare a RISIKO sulla pelle della gente, questo deve fare! Per il bene di tutti, stia a casa!

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