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Brescia, sassi sui tifosi del Vicenza, ferito un 12enne

Dopo la sconfitta, anche la paura per i tifosi del Vicenza andati a Brescia a sostenere la squadra. Una brutta pagina del calcio è stata scritta ieri sera dagli ultrà bresciani che hanno assalito il pullman dei veneti ferendo un ragazzino di 12 anni. Il bilancio è di un arrestato con l’accusa di danneggiamento, condannato a 2 mesi e 20 giorni e di altre cinque persone denunciate. Quello di ieri sera è stato un vero e proprio agguato: gli ultras hanno atteso il pullman dei tifosi del Vicenza vicino alla tangenziale e hanno iniziato a lanciare sassi e bastoni.

Ad avere la peggio, come detto, un 12enne di Montecchio Maggiore rimasto ferito ad un occhio dalle schegge di un vetro rotto. Ferito anche un agente della Digos mentre stava cercando di allontanare i tifosi violenti. Il ragazzino ferito è rientrato casa, con i genitori, stamattina e nei prossimi giorni verrà sottoposto ad ulteriori accertamenti agli occhi. La Soicietà Vicenza Calcio è subito intervenuta sulla brutta vicenda di ieri sera, condannando ogni forma di violenza, sia essa proveniente dai propri tifosi o da quelli avversari, ed esigendo “pari trattamento nella valutazione in sede di giustizia o di commento”.

“Non può passare sotto silenzio – scrive il Vicenza Calcio in una nota – il premeditato agguato ordito da sostenitori del Brescia nei confronti di mezzi sui quali viaggiavano famiglie di tifosi biancorossi. Gli aggressori bresciani si erano nascosti in una scarpata a ridosso della Tangenziale Ovest in attesa del passaggio dei pullman biancorossi lanciando pietre e bastoni e ferendo un giovane tifoso di dodici anni. Definire vile e barbara l’aggressione, che ha assunto connotati di pura violenza, appare un mero eufemismo. Vicenza Calcio esprime profonda solidarietà ai propri tifosi sempre presenti in occasione delle trasferte, a tutti i gruppi e al Centro coordinamento club biancorossi ed è vicino al giovane tifoso e a tutti coloro che hanno vissuto il terrore e i disagi di una notte incancellabile dalla loro memoria”.

Anche dal mondo politico si sono levate voci di sdegno, ad esempio dal consigliere regionale Costrantino Toniolo. “Per i violenti organizzati – ha commentato Toniolo – ci vogliono pene severe, e bisogna lavorare  con le associazioni dei tifosi e con le società sportive per far cresce una cultura dello sport professionistico come festa e spettacolo. Occorre diffondere anche nel calcio la cultura del terzo tempo tipicamente rugbystica. Ovvero, alla fine della partita vincitori e vinti si ritrovano per un rinfresco, una birra o una pastasciutta, tutti assieme in amicizia: è un modo per dare il buon esempio, riconoscere il valore dell’avversario e il fatto che se non esistesse non ci sarebbe stata la partita”.

“Noi siamo per il primato della persona – ha poi concluso Toniolo -, e quindi, prima di tutto, si rispettano compagni di squadra, arbitri, avversari, tifosi. Lo sfottò ci sta, ma nei limiti del dileggiare scherzando. Poi pacche sulle spalle e strette di mano. Eventi di guerriglia urbana con sassaiole ai bus dei tifosi della squadra ospite sono e devono essere iniziative inconcepibili. Esprimo massima solidarietà ai tifosi aggrediti e in particolare al ragazzo ferito e alla sua famiglia”.

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