Mercato dell’auto in crescita dopo 7 anni di perdite

Si parla sempre più spesso, negli ultimi tempi, di segnali che lasciano ritenere, almeno a livello macro economico, che la crisi che ci fa perdere il sonno da ormai troppo anni stia un po’ allentando la presa. Se si chiedesse un opinione alle famiglie italiane, c’è da giurare che non sarebbero troppo d’accordo, e che la crisi invece si fa ancora sentire. Tra i segnali capaci di rivelare se c’è ripresa economica o no, possono essere citati gli andamenti di alcuni mercati, come quello immobiliare, o anche come quello dell’auto. Ebbene, se ci vogliamo affidare a quest’ultimo, i segnali di ripresa dovrebbero essere confermati. I dati sulle vendite di veicoli nel primo trimestre di quest’anno, per la prima volta dal 2007, fanno registrare infatti un segno positivo, una inversione di tendenza dunque dopo anni di grande sofferenza e di perdite costanti.

“Il settore sta lentamente recuperando, anche se siamo ancora lontani dal trend pre crisi” è il commento di Bruno Oliviero, presidente dell’associazione provinciale Concessionari ufficiali autoveicoli della Confcommercio di Vicenza. Del resto i dati parlano chiaro: il mercato dell’auto, dopo 7 anni di segni meno, fa registrare il segno positivo in tutte le province del Veneto, dove le immatricolazioni nel primo trimestre 2015 sono state 31.189 contro le 29.785 dello stesso periodo del 2014. In provincia di Vicenza le cose sembrano andare ancora meglio: sempre nei primi tre mesi di quest’anno le immatricolazioni di auto nel vicentino sono state 5.535 contro le 5.142 del 1° trimestre 2014, con un incremento del 7,64%; il dato complessivo veneto registra +4,71%.  Se si guarda solamente al mese di marzo 2015, la conferma che da noi il settore sta registrando buone performance è ancora più marcata: le immatricolazioni del mese risultano, infatti, 1.976 contro le 1.785 di marzo 2014, con un incremento, quindi, del 10.7%. L’analogo confronto sui dati complessivi del Veneto evidenzia invece un + 9,9%.

“ I primi segnali positivi – spiega ancora Oliviero – si sono avvertiti alla fine del 2014. Il clima di fiducia nel settore è quindi migliore rispetto al passato, anche se le più attente previsioni stimano un ritorno ai livelli precedenti la crisi non prima del 2018”.  Tra i motivi che spingono al rialzo le vendite di automobili nuove, sicuramente vi è l’esigenza di sostituire veicoli ormai obsoleti. Il parco circolante in Italia, così come per il Veneto, non è mai stato così vecchio, la metà delle autovetture ha infatti più di 8 anni di vita, il parco aziendale ha allungato la propria vita media da 3-4 anni a 6-7 anni, e tutto ciò si ripercuote negativamente sulla qualità dei mezzi in circolazione, che risultano meno sicuri e più inquinanti.

Non ha invece registrato il successo sperato, l’incentivo alla rottamazione delle vecchie auto stanziato dalla Regione Veneto. “L’iniziativa è sicuramente apprezzabile – ha commentato ancora Oliviero –, ma forse aveva bisogno di una migliore formulazione, come ad esempio la concessione del contributo senza alcuna limitazione di modelli o l’attribuzione dell’agevolazione al cliente in contemporanea all’acquisto della nuova auto, senza quindi dover aspettare l’accoglimento della domanda di contributo da parte della Regione. Resta il fatto che il provvedimento va visto come un importante segnale di attenzione verso il nostro settore”.

Guardando invece alla composizione del mercato dell’automobile a Vicenza e provincia, Oliviero dice che “mentre in passato la quota dei privati era dell’80%, oggi questa è del 66%, comunque in continua lenta crescita, mentre la fetta rimanente è costituita dalle imprese e dalle società di noleggio. Quest’ultime rappresentano un fenomeno che in Italia si sta confermando in forte crescita (+37% nei tre mesi), per due elementi contingenti ben precisi: nel noleggio a breve termine il forte inflottamento per le esigenze legate all’Expo di Milano, mentre nel noleggio a lungo termine i rinnovi dei contratti rinviati negli anni precedenti, passati dai classici 24 mesi agli attuali 48 mesi, che hanno consentito di ridurre i canoni pagati dalle imprese. Ma lo stesso trend non si registra nel Veneto, poiché i dati sono viziati dalla mancata immatricolazione nelle province venete delle auto acquistate per il noleggio dalle società che hanno preferito immatricolare le vetture nelle vicine province autonome di Trento e Bolzano, dove hanno altre sedi e dove la tassa provinciale di immatricolazione delle auto è rimasta invariata nella misura fissa di 180 euro”.

“Nel Veneto, come nel resto d’Italia – ha concluso il rappresentante di Confcommercio -, da qualche anno, si è invece stabilito che la tassa sia pagata in misura variabile, proporzionale ai kW delle auto, e ciò ha comportato forti aumenti dell’esborso per la registrazione. Per una vettura media si pagano circa 400 euro, un costo che molte società di noleggio hanno preferito legalmente aggirare.  Gli anni di grande sofferenza del mercato dell’auto hanno lasciato sul campo diverse aziende dedite alla vendita di autoveicoli. L’aumento dell’Iva dal 19 al 22% ha ulteriormente peggiorato la situazione, ma ora le cose stanno lentamente migliorando. Per cogliere le opportunità è indispensabile però che ci siano le condizioni economiche che stimolino le famiglie a rinnovare la propria auto e, per le imprese, una diversa modulazione del trattamento fiscale dell’auto aziendale, aumentandone la deducibilità che oggi è al 20%, mentre in Europa è mediamente del 40% e in alcuni paesi addirittura del 100%”.

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