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L'area della scuola di Marano

Marano, c’è apprensione per il gas Radon

Il gas Radon a Marano è un problema? Sono in parecchi a ritenere che lo sia e della questione si discuterà in un incontro aperto alla cittadinanza mercoledì 8 aprile alle 20 in Auditorium, durante il quale verranno illustrati i risultati dell’indagine relativa alla prima fase di monitoraggio del Radon in ambiente domestico, promossa dal Comune in collaborazione con lo sportello Radon del centro ricerche dell’Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie) di Bologna.

L’indagine consisteva in circa 150 misurazioni realizzate con l’ausilio fondamentale dei cittadini che hanno aderito volontariamente alla campagna. A commentare i dati dell’indagine e a discutere con il pubblico eventuali azioni di rimedio per ridurre e eliminare la presenza del gas all’interno delle abitazioni, saranno Massimo Calamosca dell’Enea e Danilo Tempia del servizio igiene e sanità pubblica dell’Ulss 4 Alto Vicentino.

Grazie ai campionamenti si è potuta elaborare una prima mappatura del territorio, e il dato che emerge è che la presenza di Radon che supera il valore di legge, 300 Bq/m3, è rintracciabile su tutto il territorio comunale. “Non vogliamo fare allarmismo – dice l’assessore alla qualità del territorio Francesco Luca – ma essere consapevoli di una realtà presente naturalmente nel sottosuolo, anche considerato che Marano è nell’elenco dei comuni a rischio Radon stilato dalla Regione Veneto. Va comunque detto che la questione Radon riguarda da vicino anche altri comuni dell’Alto Vicentino e non soltanto Marano”.

Il Radon è un gas radioattivo e molto pericoloso per la salute umana se inalato. Il rischio principale sta nel fatto che, se si accumula nelle abitazioni o nei locali pubblici chiusi come scuole o uffici, può diventare una delle principali cause di tumore al polmone. Si stima che sia la causa di morte per oltre 3.000 persone all’anno in Italia e 20.000 nell’Unione Europea.

Alcuni mesi fa il Comune di Marano aveva destinato 50 mila euro alla bonifica della scuola materna di Santa Lucia, dove nel 2011, a seguito di una campagna di monitoraggio dell’Arpav, era stata riscontrata una concentrazione pericolosa di gas. I rilevamenti effettuati dall’Arpav avevano registrato una presenza di Radon attorno ai 1283 Bq/m³, valore salito a 1769 Bq/m³ nel novembre 2011, quando arrivò l’allarme dell’Ulss 4.

Dal gennaio 2012 è inziata la prima fase di risanamento della struttura che aveva portato a risultati soddisfacenti. Lo scorso anno il livello era 174 Bq/mc, molto al di sotto della normativa italiana che indica in 400 Bq/mc il limite e di quella europea che lo fissa a 300 Bq/mc.

Rilevazioni recenti però farebbero pensare che il problema sia lontano dall’essere risolto e l’incontro pubblico di mercoledì sera servirà, almeno si spera, a chiarire alcuni dubbi e a rispondere ad alcune legittime domande della gente. Intanto i cittadini non sono tranquilli, e non ci sentiamo di dar loro torto.

Alessandro Scandale

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