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Lotta al gioco d’azzardo, la Consulta dà una mano

Va avanti la battaglia contro il gioco d’azzardo patologico, e si arricchisce anche di qualche vittoria. La buona notizia viene in particolare adesso dalla Corte Costituzionale che ha emesso ieri una sentenza importante nella quale si stabilisce che il legislatore può intervenire in maniera peggiorativa “anche su posizioni consolidate”, perché più degli incassi dell’azzardo legalizzato vale la tutela dei consumatori. In altre parole il Parlamento e il Governo non hanno più scuse e questa volta non possono disattendere il pronunciamento della Consulta. E’ la prima volta in Italia che si stabilisce questo concetto, ponendo fine ad un far west di comportamenti e ad un vuoto legislativo che fino ad ora hanno favorito soprattutto i gestori del gioco d’azzardo. A renderlo noto, tra gli altri, è Raffaele Colombara, consigliere comunale di Vicenza, intervenendo anche a seguito della pubblicazione, avvenuta oggi, dell’ordinanza Comune del capoluogo berico che limita gli orari di utilizzo delle slot machines.

“Le leggi no slot non si toccano” sottolinea Colombara aggiungendo come ora siano “stoppati i Tar e il Consiglio di Stato” che in passato svevano talvolta dato ragione ai ricorsi dei gestori che contestavano le limitazioni imposte da enti pubblici. La sentenza della Corte Costituzionale insomma, chiosa il consigliere comunale vicentino “riconosce al più alto livello normativo la battaglia di questi anni a tutela della salute delle persone”. Quanto al Comune di Vicenza, come dicevamo, ha firmato proprio oggi, dopo averla comunque preannunciata da diversi giorni, l’ordinanza che limita l’orario di utilizzo delle slot machine che, d’ora in avanti, potranno essere accese a ore ben definite. Come si ricorderà, era stata anche inviata una lettera, al Governo, contro il dilagare della ludopatia, a firma congiunta dei primi cittadini di Vicenza, Bassano del Grappa, Lonigo, Schio e Thiene. Il sindaco di Vicenza Achille Variati ha firmato oggi l’ordinanza che stabilisce gli orari di funzionamento degli “apparecchi per il gioco lecito con vincita in denaro”.

In sostanza, sulla falsariga di quanto già stabilito dal Comune di Padova, a Vicenza le slot machine d’ora in avanti possono funzionare soltanto dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. In tutti gli altri orari dovranno essere spente, siano esse allestite in sale giochi, bar, ristoranti, alberghi, tabaccherie, esercizi commerciali, ricevitorie, sale Bingo, agenzie di scommesse o negozi dediti esclusivamente al gioco.  Il titolare dell’autorizzazione deve inoltre esporre targhe in cui risulti chiaro il rischio di dipendenza dal gioco e gli stessi orari di funzionamento degli apparecchi.  Chi non rispetta quanto previsto dall’ordinanza rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro e, in caso di recidiva, cioè di violazione commessa per due volte, la sospensione del funzionamento degli apparecchi da 1 a 7 giorni. L’ordinanza del Comune di Vicenza, simile a quelle che anche gli altri firmatari dell’appello al Governo stanno emanando in questi giorni, evidenzia come al Serd, il Servizio territoriale per le dipendenze dell’Ulss 6, negli ultimi quattro anni si siano già rivolti ben 400 giocatori patologici, senza che peraltro questa malattia sia stata ancora inserita nei Lea, ovvero i Livelli essenziali di assistenza. Non solo: il Serd stima in 4000 i giocatori a rischio e in 1500 quelli patologici presenti nel territorio dell’Ulss 6.  Insomma, sembra indispensabile davvero un provvedimento a tutela della salute della comunità.

Ed anche in Regione Veneto sembra essere di questo avviso, sicuramente si esprime in questo senso Costantino Toniolo, presidente della commissione bilancio del Consiglio regionale, che oggi ha presentato in aula un emendamento che “introduce una norma nella legge di stabilità regionale 2015 che delinea le disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio dalla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico”. L’emendamento è stato approvato a maggioranza. “Dopo essere venuto a conoscenza – spiega Toniolo – dei dati raccolti dai servizi delle Ulss sul gioco d’azzardo patologico, ho ritenuto nostro dovere di amministratori regionali difendere cittadini e famiglie da situazioni di degrado e malattia. Il testo dell’emendamento di fatto è la sintesi di un progetto di legge approvato in Commissione sanità, che a sua volta aveva fatto sintesi di ben sei diversi progetti. Il tema è molto sentito, e le ricadute sociali di questo fenomeno sono deleterie. Portano alla rovina persone e famiglie intere”.

“Per questo – conclude il consigliere regionale – mi sono sentito di appoggiare in pieno l’iniziativa che mette in campo risorse per prevenire il gioco patologico, trattare e recuperare i cittadini caduti nella sua spirale, e una serie di servizi di ascolto, assistenza e consulenza sui rischi correlati. I comuni potranno intervenire definendo i criteri della dislocazione territoriale delle sale da gioco, mentre le Ulss adotteranno un programma di prevenzione, diagnosi e cura e riabilitazione delle persone affette da gioco d’azzardo patologico, fornendo loro uno specifico programma terapeutico. La norma vieta anche ogni pubblicità relativa alle sale da gioco, e dall’inizio del 2016 i locali che avranno installati apparecchi da gioco saranno soggetti ad un’aliquota Irap maggiorata”.

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