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Un'immagine dei colli berici di Claudio Portinari

Libri, Palladio e i colli berici, binomio di bellezza

I colli berici e le ville palladiane come non le avete mai viste. E’ in libreria da qualche giorno il nuovo libro fotografico del vicentino Claudio Portinari Palladio. Tra cielo e berici (Aretè Edizioni) dedicato ad Andrea Palladio ed ai colli berici, binomio inscindibile in una scenografia da sogno che fa del colore il suo punto di forza. Un volume importante anche nelle dimensioni, con testi in tre lingue e immagini degne dei migliori prodotti di genere, che ritrae lo scenario dei berici come palcoscenico naturale per un suggestivo percorso nelle migliori espressioni stagionali del paesaggio berico, proponendo con occhi nuovi il ricco patrimonio lasciato dal grande architetto e da tutta la scuola palladiana.

“L’itinerario – racconta il leoniceno Portinari – prende avvio da Lonigo, si snoda per i colli e va a concludersi a Vicenza, in piazza dei Signori, con la basilica palladiana. Un tragitto tra le stagioni, la terra, i colori, l’uomo. Sicuramente Andrea Palladio, impegnato per decenni tra Vicenza, Campiglia, Pojana, Agugliaro e Lonigo nella direzione dei suoi progetti e lavori, non può essere rimasto insensibile alla bellezza, al fascino, all’accoglienza e al respiro del paesaggio, all’interno del quale ha poi concepito e realizzato il meglio della sua creatività e sensibilità: la dimora fattoria e la villa”.

Copertina PalladioClaudio Portinari ha voluto rendere omaggio ai Berici come al teatro che contenne la scenografia naturale in cui Palladio collocò la sua genialità nel progettare il tempo e lo spazio – scrive la coautrice Nicoletta Nicolin – . In questo libro ripercorre i suoi colli, cercando e privilegiando l’impronta umana che ha definito nel tempo i poderi e le contrade, connotato i paesi e le strade, sacralizzato il territorio con pievi e capitelli. Un volume con cui il fotografo vede, e fa vedere, l’incanto dei colli e le vallette con gli occhi di Palladio. Le sue ville fattoria lasciarono una sua impronta poi continuata nei secoli. Le ville che da allora punteggiarono i Berici furono residenze di delizia o fattorie immense al centro di campagne coltivate con perizia imprenditoriale dai nobili vicentini o dai patrizi veneziani.

Quello che l’autore suggerisce è un itinerario di fotografia, ma anche di emozioni e partecipazione. “Col mio lavoro ho voluto invitare all’osservazione, ad aprire totalmente la propria sensorialità per favorire al massimo l’integrazione emotiva con la natura e le meraviglie architettoniche che Palladio ci ha donato. Un patrimonio per il quale non abbiamo solo la responsabilità di preservare e salvaguardare, ma anche il dovere di emozionarci, consapevoli di essere parte integrante di questa scenografia, dove architettura e natura sono per sempre indissolubilmente legati”.

Claudio Portinari vive a Lonigo dove è nato. Fotografo paesaggista, da oltre 40 anni ritrae il suo Paese e i suoi colli, monti e vallate, cieli e fiori, luci e silenzi, con una dedizione e una passione che testimoniano un profondo legame affettivo con i suoi soggetti. Della sua ricca produzione editoriale ricordiamo i più recenti volumi: Stagioni senza tempo con testi di Nicoletta Nicolin (2008), Cinque campanili al vento con poesie di Piero Piazzola (2010), Sgrisole de incanto con poesie di Mirella Brojanigo (2012), Lagrime de sole con poesie di Mirella Brojanigo (2013).

Alessandro Scandale

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