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Libri, la Grande Guerra nelle lettere dal fronte

Riscoprire le proprie radici rovistando dentro un antico baule spuntato quasi dal nulla. Lettere, documenti e foto d’epoca conservati a distanza di quasi un secolo, riportati alla luce e trasformati in una raccolta di lettere e testimonianze della Grande Guerra. E’ il contenuto di Lettere dal fonte – Un carteggio autentico, un amore più grande della guerra – volume fresco di stampa e pubblicato dall’editore bassanese Itinera Progetti che racconta la storia dei due protagonisti, Giuseppe Tonini e Ausonia Curti, narrata in forma epistolare e corredata di preziose immagini d’epoca.

Copertina libroIl baule, contenente oltre 1400 documenti, viene riscoperto quasi per caso – anche se in questi frangenti il caso non è mai “casuale” – da Maria Ausonia Saccarello, diretta discendente dei protagonisti, che decide di farne un libro e di esserne la curatrice. Il libro racconta fatti che si sviluppano dal 1914 al 1918, abbraccia luoghi ed avvenimenti diversi, da Vicenza alle pendici del Monte Grappa, fino alla Toscana. I fatti raccontati dal tenente Tonini, classe 1893, spesso aggirando le rigide regole della censura militare, si specchiano nei racconti dalle retrovie di Ausonia, mescolandosi alle paure e alle incertezze di quegli anni scanditi da battaglie, agguati e ogni sorta di crudeltà, perchè – come recita un detto tristemente famoso – “in guerra tutto è permesso”.

Le famiglie vicentine dei Curti e dei Tonini osteggiavano quell’unione amorosa, ma i due giovani si trovarono presto divisi da un avversario più implacabile, la guerra. Dopo quattro anni il protagonista, sopravvissuto alla tremenda battaglia del solstizio nel 1918, riuscirà a tornare a casa e a riabbracciare la sua amata, che sposerà nel 1919. I due sposi, proprio come in un quadro edificante d’altri tempi, rimasero uniti finchè la morte non sopraggiunse: per lei nel 1969, mentre lui scomparse nel 1980.

Come già sottolineato per altre pubblicazioni sul tema – e come il libro evidenzia chiaramente – quella guerra non fu vissuta e subita solo da chi si trovava al fronte. Genitori, mogli e fidanzate dei soldati convivevano ogni giorno con l’angoscia per il destino dei loro cari. È anche alla loro storia che Ausonia dà voce nelle sue missive, cariche di affetto, indirizzate a Giuseppe. Le loro lettere, eccezionalmente giunte intatte fino a noi, sono state accuratamente scelte dalla curatrice e collegate fra loro da interludi storici creando un vero e proprio percorso nella memoria che intreccia le loro vite ai destini del nostro Paese.

“Dopo aver ordinato il corposo materiale in senso cronologico – racconta la curatrice – per molto tempo rimasi a pensare se potevo permettermi di leggere e diffondere un privato in cui non avevo diritto di entrare. Scelsi poi di farlo e ciò che mi spinse fu la sensazione che se non avessi toccato nulla sarebbe stato come perdere nuovamente le lettere, così fortuitamente ricomparse. Inoltre avrei potuto lasciare ai miei figli e ai miei nipoti un ricordo di due persone per me fondamentali e che mi piaceva potessero conoscere anche loro”.

I due protagonisti erano i nonni materni di Saccarello, che li ricorda molto bene, avendo passato con loro molto tempo. “Amavano raccontare la loro esperienza ed io li tempestavo di domande per conoscere i dettagli. I racconti del nonno furono per molto tempo le mie fiabe della buona notte. Mi portava sui luoghi della guerra e mostrava il terreno su cui si erano svolte le azioni di cui ci aveva parlato. Nei suoi racconti non mancava mai il lato umano: faceva capire cosa significasse per dei giovani trovarsi in quei momenti. Da quei racconti e da quelle passeggiate è nato il mio interesse per la storia e in particolar modo per la prima guerra mondiale”.

Alessandro Scandale

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