Montecchio, in scena Goldoni con “Il giocatore”

Giovedì 23 aprile al Teatro Sant’Antonio di Montecchio Maggiore si è tenuto il primo appuntamento della rassegna “Castelli teatrali. Storie di Teatro Contemporaneo tra Sogno e Realtà”. Protagonista della serata è stata la compagnia Ensemble Vicenza Teatro che ha messo in scena “Il giocatore” di Goldoni. All’interno di quattro pannelli, dai calcinacci tesi a racchiudere i vizi del giocatore incallito, si consuma la ricerca del “casino”, del luogo dove sperperare i soldi facendo attenzione al “sette”, la carta sfortunata. In questo circolo eterno di ricchezza e miseria, il giocatore Florindo, interpretato dal bravo Alessandro Bonollo, si raccoglie intorno a un tavolino davanti al quale, oltre a perdere denaro, si lascia sfuggire amore e affetti.

A redarguirlo in maniera bonaria è Brighella, ovvero Marco Artusi, che lo serve ma allo stesso tempo non lo serve: a dare moneta a un giocatore si rischia di non rivederla più. Brighella si fa anche ambasciatore d’amore tra Florindo e Rosaura, promessa sposa ma pure tra Florindo e Beatrice, altra promessa sposa interpretata da Irma Sinico. La scena che vede il padre di Rosaura, ovvero Pantalone, interpretato dal poderoso Claudio Manuzzato, incontrare per errore l’amante del futuro genero è a dir poco comica. Florindo arriva a perdere al gioco anche un gioiello della ragazza, è il segno che ha toccato il fondo. L’unico modo per riscattarsi e avere altri zecchini è sposare Gandolfa, ovvero Leris Zanon, la vecchia zia di Rosaura, ricca e vanesia, che si crede ancora una fanciulla. Sposare un “cadavere” non è molto allettante ma sembra l’unica alternativa alla miseria, geloso è poi Pancrazio, un anziano spasimante di Gandolfa, interpretato dal regista Roberto Giglio.

In questa girandola di entrate e uscite, il rapido passaggio dalla casa veneziana di Florindo a quella di Gandolfa è risolto con pochi tocchi, con tendine gialle e un salottino al posto del tavolo. Brighella è un po’ il filo conduttore della vicenda, sempre presente in scena nei momenti clou. A tentare Florindo si mette pure Lelio, un giovanotto giocatore pure lui, interpretato da Andrea Pilotto. Il lieto fine è presto dato e le donne coronano l’amore. Un piccolo inserto, molto bello, è quello che vede protagonista Arlecchino, servo di Florindo, alle prese con la ruberia di zecchini: lo impersona Catiuscia Gastaldi che fa anche Rosaura, spigliata al punto giusto. Il lavoro della compagnia è ammirevole, è riuscita a rendere senza troppi “orpelli” lo spirito goldoniano. Il pubblico presente non era numeroso e questo è un peccato, data la qualità della proposta fatta.

Il prossimo appuntamento della rassegna, previsto per giovedì 30 aprile, sarà con “Le allegre comari” della compagnia Matàz Teatro – Dedalofurioso con regista Marco Artusi. Lo spettacolo è ispirato a “Le allegre comari di Windsor” di Shakespeare.

Camilla Bottin

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