Fidas Vicenza, aumentano donazioni e giovani donatori

Il 2015 si apre con numeri incoraggianti per l’associazione donatori di sangue Fidas Vicenza. Sono aumentate infatti dell’otto per cento le donazioni e molti giovani si sono avvicinati all’associazione. Questo il bilancio dei primi tre mesi del 2015, che il presidente provinciale Fidas Vicenza, Mariano Morbin, il direttore del Dipartimento di Medicina trasfusionale di Vicenza, Alberta Alghisi, e la referente dei giovani Fidas di Vicenza, Irene Brazzarola, hanno presentato nella sede dell’associazione in via Baracca. I vicentini confermano quindi la loro sensibilità verso la donazione: nel 2014, con 36 mila donatori attivi provenienti da tutte le associazioni di donatori del sangue, il dipartimento di Vicenza è stato infatti il migliore nel Veneto.

Mariano Morbin

L’aumento delle donazioni da gennaio a marzo, che in tutto sono state più di 8 mila, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, lascia quindi ben sperare a Fidas Vicenza. Il 2014 si era chiuso con numeri importanti – 31 mila donazioni, 19 mila donatori dei quali 1500 alla prima esperienza -, ma anche con un calo registrato negli ultimi mesi. “Un calo – ha detto Mariano Morbin – dovuto alle modifiche all’intervallo di tempo per le donazioni di plasma, già assorbito in questi primi tre mesi dell’anno”.

“Le maggiori donazioni – ha spiegato Alberta Alghisi – sono dovute anche al nuovo sistema di prenotazione online, avviato all’inizio del 2014: il 95 per cento dei donatori di quest’anno ha usato questo sistema”. La prenotazione tramite il sito di Fidas Vicenza permette, infatti, di rendere più veloce la donazione: si decide online l’ora, il giorno e il centro di raccolta in cui andare e la donazione si svolge poi nel giro di una mezzora.

Fidas Vicenza può contare, poi, su una risorsa molto importante: i giovani. Dei 1500 nuovi donatori del 2014, il 45 per cento è infatti costituito da ragazzi con meno di 28 anni. Nei primi tre mesi del 2015, 202 dei 1115 nuovi donatori sono giovani. Una presenza, quindi, importante che si traduce anche nell’impegno all’interno dell’associazione. “Siamo venti ragazzi – ha detto Irene Brazzarola – pieni di entusiasmo e voglia di fare: stiamo preparando i gazebi e le attività da fare nei prossimi mesi”.

Fidas porta avanti anche un programma di formazione nel territorio. “Medici e volontari – ha detto Morbin – vanno nelle scuole superiori per parlare con i ragazzi di quarta e quinta, ma anche nelle scuole elementari e medie di tutta la provincia. Quello che ci interessa più dei numeri, infatti, è che il donatore sia fidelizzato”.

Martina Lucchin

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