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Vicenza, mostra del pittore Remigio Fabris

Si inaugura domenica 12 aprile, alle 18, a Vicenza, presso lo Spazio Nadir in Contrà Santa Caterina, la personale “Victims”, dell’artista Remigio Fabris, attualmente residente a Dueville. Il pittore, nato nel 1979 a Sandrigo, è autodidatta e comincia ad avvicinarsi al mondo dell’espressione artistica solo nel 1997.

Remigio Fabris
Remigio Fabris

«Fin da giovane ero alla ricerca di un mezzo per esprimere la mia parte interiore – commenta – sono sempre stato affascinato dall’arte, in particolare dal disegno e dalla pittura. A partire dal 2008 poi ho cominciato a prendere ispirazione da foto e video talvolta forti e crudi».

Le opere di Fabris, complici il bianco e nero, creano un realismo simbolico che esprime paure interiori e nascoste. «Secondo me – spiega – il bianco e il nero sono i colori più adatti a far risaltare i temi che affronto, quali violenza, emarginazione, pulsioni istintuali, fragilità umana, disagio, ma posso dire semplicemente che mi piace il nero, l’oscurità». I dipinti che verranno esposti a Vicenza sono quindi frutto del dilagante individualismo della nostra società, l’intento del pittore è quello di risvegliare il pubblico dal torpore in cui è immerso ogni volta che si trova di fronte a una vittima.

«Penso che dovremmo aprire gli occhi e reagire a ciò che ci sta di fronte e a ciò che siamo, alla fine anche noi siamo vittime di noi stessi». Secondo la curatrice Erica Bortolami, il tratto distintivo dell’esposizione è la sua semplicità, unita a un’immediatezza incredibile, capace di contrapporsi a una produzione artistica estremamente complessa e introspettiva che descrive tutte le sfaccettature dell’essere vittime.

«La poetica di Fabris – scrive Erica Bortolami – restituisce all’osservatore vittime dell’altrui violenza, dell’emarginazione, del pregiudizio, di se stessi, per ricondurre in fondo tutti questi dolori ad una comune causa: l’indifferenza, l’incapacità di reciproca comprensione». L’immagine di Fabris diventa quindi uno “stimolante” capace di scuotere i visitatori: si evita così di attribuire a terzi responsabilità che sono anche proprie, basta con la facile assoluzione. Meglio vedere, rendersi conto.

Camilla Bottin

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