Fa sesso con la zia, lo zio lo minaccia e viene denunciato

Potrebbe sembrare la scena di un film vietato ai minori di diciotto anni, invece è successo davvero e tutto si è concluso con minacce e una denuncia a carico del marito tradito. È il caso di dire oltre il danno, la beffa. Protagonisti sono un 20enne, arrivato a Vicenza dal sud Italia per lavoro, la zia (acquisita) 42enne e lo zio. Il giovane in autunno dell’anno scorso è venuto in città per un impiego e in attesa di trovare una sistemazione è stato ospitato a casa dagli zii.

Dopo qualche settimana la zia si dimostra molto ospitale iniziando a ronzare intorno al nipote, inviandogli foto intime ed anche alcuni video di lei in situazioni osé. In un primo momento lui rifiuta le particolari attenzioni della parente, spiegando che se lo zio venisse a sapere della situazione si arrabbierebbe. La 42enne però non desiste dal suo intento e alla prima occasione utile colpisce. È una sera di febbraio, sono le 23.30, e i due sono a casa da soli: i figli della coppia sono a letto, il marito è al lavoro. Il 20enne è sdraiato sul divano quando arriva la zia che inizia a provocarlo, sdraiandosi al suo fianco e iniziando ad accarezzarlo con molto trasporto.

A quel punto il nipote non resiste e i due consumano un rapporto sessuale proprio su quel divano. E da quel giorno gli incontri clandestini proseguono in qualunque posto possibile: in casa, in auto, ovunque vi fosse la possibilità di farlo. A fine febbraio il ragazzo trova casa ma l’attrazione verso la zia è così forte che la storia continua e gli incontri focosi avvengono a casa degli zii ed anche nel furgone della ditta per la quale il giovane lavora.

A marzo, nel cuore della notte, al giovane arriva un sms dello zio che dice di aver scoperto la relazione tra lui e sua moglie grazie ad una conversazione registrata e ad un video girato proprio mentre i due facevano sesso nel furgone, tra l’altro alle 5.30 del mattino prima di andare a lavorare. Inoltre la moglie, messa alle strette, aveva confessato tutto. Da qui sono partite le minacce: “Sparisci da Vicenza”, “Vai via”, “Ti voglio morto” che hanno spinto il nipote, spaventato, a rivolgersi alla Polizia di Stato per sporgere denuncia.

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